La “nostra” Pompei è unica e per tale motivo è meta prediletta degli amanti dell’archeologia e della cultura classica. Proprio nella cultura è racchiuso il principio del confronto. Pertanto per noi che conosciamo la storia della cittadina ricoperta di lapilli dal Vesuvio, dovremmo andare alla ricerca di altri luoghi coevi per trarre i dovuti raffronti, nell’ambito dell’arricchimento delle nostre conoscenze culturali. Uno di questi luoghi è il sito marocchino di Volubilis,  di grande interesse archeologico ai piedi del monte Zerhoun. Gli scavi, in aperta campagna, si possono raggiungere in auto da Fès, città imperiale del Marocco dove vi è un moderno aeroporto internazionale. Lo scorso mese è stato inaugurato il nuovo volo diretto dell’Air Arabia Maroc (www.airarabia.com) che collega  Roma a Fèz il Lunedì (partenza ore 23,40 – arrivo 1,40) e il Giovedì (partenza ore 21,30-  arrivo 23,30 ); da Fèz a Roma il Lunedì (partenza ore 19 – arrivo 22,50) e il Giovedì (partenza ore 16,50 – arrivo  20,40).

A circa venti km a nord di Meknès, sul picco roccioso che sovrasta la valle, vi è la pianura dell’antica città romana di Volubilis. La città prende il nome dalla parola berbera “Oualili”, che indica un fiore tipico del luogo. Dal 1997 l’UNESCO l’ha iscritta nell’elenco dei “Patrimoni mondiali dell’Umanità”. Volubilis rappresenta il sito archeologico più vasto del Marocco con i suoi 18 ettari accessibili al pubblico e la sua fama è dovuta soprattutto ai numerosi mosaici che ornano le sontuose dimore.

Le grandi porte e le colonne di marmo che decorano i bastioni laterali della vicina città di Meknes, furono costruite con materiali prelevati dalle rovine di Volubilis.  Questa località, già abitata nel neolitico, subì l’influenza cartaginese, fu poi un regno berbero indipendente e venne infine romanizzata. Augusto vi pose sul trono  Giuba II – figlio di Giuba I e nipote di Massinissa sovrani di Numidia – e la moglie di costui, Cleopatra Selenius, figlia di Cleopatra VII la Grande e di Antonio. I due sovrani regnarono congiuntamente, costruirono per sé una tomba  “imperiale” a Tipasa.Il loro figlio Tolomeo, regnò dopo di loro fino al 42 d.C., quando fu ucciso per ordine di Caligola. Il regno di Mauretania, che comprendeva tutto il nord dell’attuale Marocco e gran parte dell’Algeria costiera, venne soppresso ed annesso all’Impero, diviso in due province: Mauretania Tingitana, la parte corrispondente all’attuale nord  Marocco, da Tingis oggi Tangeri e la Mauretania Cesariensis. Fu abbandonata dai romani verso il 284-285 e rimase fuori dai nuovi confini della provincia delimitati da Diocleziano. Nel 1755 un violento terremoto distrusse quanto si era fino all’ora conservato. Solo nel XIX secolo furono incominciati gli scavi per recuperare quanto oggi si può ammirare, pricipalmente l’Arco di Caracalla  e il Foro.

 

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