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In viaggio nelle terre del Taurasi

L’aroma al naso ed il sapore in bocca sono indizi sicuri per riconoscere i territori di  Taurasi, Bonito, Castelfranci, Castelvetere sul Calore, Fontanarosa, Lapio, Luogosano, Mirabella Eclano, Montefalcione, Montemarano, Montemiletto, Paternopoli, Pietradefusi, Sant’Angelo all’Esca, San Mango sul Calore, Torre Le Nocelle e Venticano, soltanto quando la raccolta dell’uva e l’invecchiamento del vino in botti di rovere per tre anni sono avvenuti in armonia. Il rubino del nettare ‘Taurasi’, una delle migliori DOCG italiane, ed il verde delle colline dell’Irpinia sono colori che sprigionano un inteso equilibrio. Ed un viaggio slow non può non prendere il via da questi luoghi. Il silenzio dei borghi medievali, ma anche i reperti archeologici disseminati nei vari monumenti, chiese e musei, fanno contare alle zolle, sulle quali cresce il vitigno Aglianico, secoli di vita. Ed il conteggio degli anni potenzia l’importanza del territorio.

 A Taurasi, da cui prende il nome, la preziosa DOCG, il tufo delle pareti delle cantine promana aromi. Aromi di buon vino, simile ad un gioiello sul collo di una bella donna. Ma Taurasi e dintorni, non hanno alcuna voglia di concedersi al grande e folto pubblico. I trasporti pubblici sono quasi inesistenti. E, dunque, andare a trovare queste belle donne è molto difficile. Sono donne riservate che devono essere scoperte ma quando si concedono conquistano al primo sorso. Raggiungere, dunque, le terre del Taurasi, è una impresa da affidare alla mobilità esclusivamente privata.

Ma una volta giunti sulle verdi colline, il silenzio avvolge e coinvolge. Diversi i produttori che si dedicano anima e corpo alla coltivazione dei gloriosi vitigni. Tra gelate e repentini cambi di clima, le ultime annate sono state difficili, ed i produttori stanno affilando le strategie vitivinicole per arrivare ogni tre anni a far bere un eccellente Taurasi, vino rosso color rubino. Ma coltivare la terra e renderla fertile al punto giusto è una arte estremamente complessa. Ci sono diverse cantine che propongono in degustazione il meglio del Taurasi italiano che agli stranieri piace da morire.

Ad accompagnare questo vino piatti della sapiente tradizione contadina, ma anche innovazioni culinarie dettate dalla fantasia di chef dell’avellinese come il caviale di pomodoro, un condimento proposto nel comune di Sirignano, ed il riso all’aglio Orsino e nocciole, una proposta di uno chef di Avella. Comuni che pur non rientrando in quelli del disciplinare della DOCG Taurasi tengono in gran considerazione i vini del territorio all’insegna di una identità enogastronomica, unica scelta vincente per lavorare nel sistema della cucina globale.

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