Mi chiamo Giovanna Maria, sono napoletana e da 6 anni faccio parte dell’Unitalsi, e insieme con tutti gli altri volontari, ci ispiriamo al “SI” che ha pronunciato la Madonna quando le è apparso l’Angelo e l’ha invitata a mettersi a disposizione di Dio.Il “Suo Eccomi” è diventato il “nostro Eccomi“.

L’ UNITALSI, fondata nel 1903, è un’associazione di fedeli che in forza della loro fede e del loro particolare carisma di carità si propongono di incrementare la vita spirituale degli aderenti e di promuovere un’azione di evangelizzazione e di apostolato verso e con gli ammalati ed i disabili, attraverso l’opera di volontari che si fanno anche carico delle relative spese pur di alleviarne disagi e difficoltà. Conta oltre trecentomila aderenti: uomini, donne, bambini, sani, ammalati, disabili, senza distinzione di età, cultura, posizione economica, sociale e professionale. Le attività dell’ UNITALSI si estendono oggi su tutto il territorio nazionale grazie ad una struttura organizzativa ed amministrativa che comprende 19 Sezioni e 2 Delegazioni, che sono a loro volta ripartite in 255 Sottosezioni, le quali generalmente coincidono con le Diocesi. I volontari sono la risorsa più importante dell’Associazione. Per iniziare a vivere l’esperienza unitalsiana è necessario contattare la sede della sottosezione più vicina. A Napoli la sede della UNITALSI è  in Via Costantinopoli 122, aperta tutti i giorni, dalle 9.00 alle 13.00 dal Lunedì al Venerdì.

L’attività dell’UNITALSI si esplica principalmente nell’ organizzazione dei pellegrinaggi ai Santuari di Lourdes, Loreto, Fatima e Banneux, dove vengono accompagnati con treni e aerei  gli ammalati ed i disabili. Ma da  qualche anno grazie allo spirito innovativo sempre più emergente, l’Associazione oltre ai pellegrinaggi, ha realizzato iniziative di grande significato spirituale e sociale, sia a livello locale attraverso attività di assistenza domiciliare, l’organizzazione di soggiorni estivi ed invernali e quant’ altro necessario per cancellare ogni forma di emarginazione e di discriminazione verso coloro che sono ammalati e disabili. È  stato istituito “Pronto UNITALSI”. 800 062 026, il numero verde UNITALSI che, grazie a giovani volontari, sarà a disposizione di quanti vorranno avere maggiori informazioni sulle attività, una parola di conforto per il proprio stato di disagio, un aiuto concreto per le diverse problematiche a cui si cercherà di trovare una soluzione.

Generalmente è partendo da un pellegrinaggio che si entra nello spirito di carità e fraternità unitalsiano e, successivamente, ci si può impegnare nelle attività locali. Essere volontario significa dedicarsi gratuitamente, amorevolmente e responsabilmente ai malati, ai bambini in difficoltà, agli anziani soli. I volontari UNITALSI come “strumenti nelle mani di Dio”, dove non si bada più alla propria persona, ma a chi sta di fronte.  Il loro donarsi diventa gli occhi di chi non vede, le gambe di chi non può camminare, le mani di chi non le può usare,  un donare  di tempo e di attenzione. Sono giovani tra i 18 e i 26 anni quelli che decidono di dedicarsi nell’ambito del servizio civile al volontariato in particolare accanto alle persone disabili e malate assistite dall’Unitalsi. Il numero dei ragazzi e delle ragazze che hanno deciso di fare una scelta diversa è cresciuto nel 2015  del 10,25%:  tantissimi di loro provengono dalla nostra regione e della nostra città.

Dai dati emersi dal dossier dell’Unitalsi, sono infatti soprattutto i Ragazzi del Sud (56,4%) a decidere di effettuare il servizio civile a sostegno del settore della disabilità e della malattia, a seguire le Isole (19,8%), il Centro (17,3%) ed infine il Nord (6,4%).

L’aumento costante dei giovani – spiega Salvatore Pagliuca, presidente nazionale dell’Unitalsi – che hanno deciso di fare quest’esperienza di volontariato con noi accanto a chi soffre ci dice che il modello Unitalsi funziona. Tutto questo però passa attraverso un’attenta formazione a 360 gradi sia medica di primo soccorso, ma anche spirituale ed etica”. 

O Signore, tu ci hai insegnato che l’amore più grande è dare la vita per i propri amici.Aiutaci a scoprire nel volontariato l’opportunità di incontrare non solo la sofferenza umana, ma di vivere l’amore. Apri i nostri occhi a riconoscere in ogni povero il tuo volto e la tua presenza. Apri le nostre menti a valorizzare l’unicità di ogni persona,con la sua storia e cultura. Apri i nostri orecchi ad accogliere con gentilezza le voci che chiedono ascolto. Apri i nostri cuori ad offrire speranza dove c’è paura, solidarietà dove c’è solitudine, conforto dove c’è tristezza. Aiutaci, o Signore, a testimoniare il vangelo con un sorriso, una parola, un gesto di affetto. Donaci l’umiltà di riconoscere che noi non siamo la luce,ma strumenti della Tua luce, non siamo l’amore, ma espressioni del Tuo amore. Amen“.

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