Taurasi, Fiano di Avellino e Greco di Tufo tre protagonisti della scena vitivinicola internazionale che hanno la loro ‘casa’ nel cuore verde della Campania: l’Irpinia. Assaggiarli e odorarli ‘al buio’ senza cioè conoscerne le etichette è stato il compito di una commissione di esperti e di giornalisti nel corso del tasting organizzato dal Consorzio di tutela dei vini di Irpinia nel castello di Taurasi. Tesori enologici e tesori monumentali che esprimono una grande terra produttiva e che costituiscono l’oro rosso e bianco di viticoltori e consumatori. Una storia millenaria di coltivazione dei vitigni dai quali sgorgano questi nettari che è stata tramandata dalle mani dei coltivatori e produttori irpini, insieme per rappresentare il volto enologico d’eccellenza della Campania. In prima linea Stefano Di Marzo, presidente del Consorzio, Milena Pepe di Tenuta Cavalier Pepe e Daniela Matroberardino di Terredora con il professor Luigi Moio che ha illustrato come questi vini in degustazione per essere ‘eccellenze devono saper rappresentare in bocca ed al naso il territorio’. I produttori insieme ed il Consorzio per promuovere tutti i gioielli della terra Irpina. I vini DOCG Fiano di Avellino, Greco di Tufo, la DOC Irpinia  Falanghina 2016 e la DOCG Taurasi 2013 hanno ‘ammaliato’ palati e nasi anche se assaggiati ‘al buio’.  Oltre 40 le aziende presenti che hanno dato il via ad una iniziativa con il Consorzio a ‘Ciak Irpinia Buona la prima’ a cui seguiranno altre tappe nel corso dei prossimi anni.

Commenti

commenti