Sisma,  Napoli prega Sant’Emidio

Sisma, da Napoli l’appello a pregare Sant’Emiddio. Se un terremoto come quello delle 7.41 di oggi non si verificava dal 1980, terremoto che devastò l’Irpinia e Napoli, non c’è altro che affidarsi alla preghiera. E questo in sintesi l’appello di molti credenti partenopei che oggi in alcune chiese di Napoli hanno rivolto preghiere al santo protettore dai terremoti.

Sant’Emidio d’Ascoli è un santo a cui sono attribuiti miracoli per scongiurare i terremoti che da sempre hanno devastato le Marche. E così è il protettore italiano contro i terremoti è anche il patrono di Ascoli Piceno, Leporano, Fabriano, Cerro al Volturno, e compatrono di Placanica, Castel Bolognese, Cingoli, Colli a Volturno, Macerata, Tolentino, Recanati, Gubbio, Perugia, Foligno, Guardia (Acireale), Zagarolo (RM)  alcuni dei paesi devastati oggi dal terremoto.

La devozione nei confronti di Sant’Emidio nasce anche in memoria del prodigio che si sarebbe verificato dopo la sua decapitazione la terra si aprì ed Emidio scomparì nel suo ventre.

Il culto si diffuse nelle Marche soprattutto nel ‘700 a ridosso di terremoti tremendi che colpirono il territorio marchigiano. Il fatto che il santo patrono dei terremoti si venerato soprattutto nelle Marche dimostra come questa terra è sempre stata martoriata dai terremoti.

Le reliquie di Sant’Emidio che morì nel 300 sono conservate nella cattedrale di Ascoli Piceno.

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