Sette Stagione dello Spirito taglia il traguardo

Sette Stagioni dello Spirito di Gian Maria Tosatti, a cura di Eugenio Viola, conclude il viaggio nell’anima con la settima tappa presso l’ex Ospedale militare di Napoli.

Sette Stagioni dello Spirito è un progetto iniziato da Tosatti nel 2013 ed ispirato al Castello Interiore (1577), libro in cui Santa Teresa d’Avila suddivide l’animo umano in sette stanze, trasposte dall’artista in altrettante installazioni site-specific. Dopo 1_La peste, nella chiesa dei SS. Cosma e Damiano ai Banchi Nuovi; 2_Estate, nell’ex Anagrafe Comunale in Piazza Dante; 3_Lucifero, negli ex Magazzini Generali del Porto di Napoli; 4_Ritorno a casa, presso l’ex Ospedale militare di Napoli; 5_ I Fondamenti della luce, negli spazi dell’ex convento di Santa Maria della Fede; 6_Miracolo impiantata in un’ex fabbrica nel cuore pulsante di Forcella, si giunge a 7_ Terra dell’ultimo cielo, ospitata nella chiesa dell’ex Ospedale militare di Napoli, all’interno del Complesso della Santissima Trinità delle Monache, che l’Università Suor Orsola Benincasa sta recuperando, nell’ambito di un ampio progetto di restauro.

7_Terra dell’ultimo cielo, da un lato, conserva i riferimenti, costanti in tutto il ciclo, a Santa Teresa e a Dante, dall’altro in questo ultimo capitolo l’artista è stato accompagnato da un ulteriore e metaforico Virgilio, in questo caso specifico da René Daumal e dalla conoscenza “trasformatrice” di sé propugnata dal filosofo francese. Nel sistema cosmologico dantesco, questa tappa corrisponde alla vertigine del poeta che si arrende all’impossibilità di raccontare cosa ci sia oltre una certa altezza del cielo. In quest’opera, per molti aspetti la più visionaria della serie, Tosatti ne propone un’ipotesi: diviene qui manifesto che scopo dell’uomo è quello di elevarsi verso la piena consapevolezza dell’incredibile altezza dello spirito umano. Ecco, dunque, un terreno da percorrere ancora, la “terra dell’ultimo cielo” che non è un luogo per una beatitudine da godere. Tutt’altro. È un punto da cui partire, consapevolmente: chi lo raggiunge, comprende che è suo dovere ritornare nel mondo per testimoniarne la presenza di quel luogo, e per indicarne la strada.

Sotto il profilo simbolico e formale, quest’ultimo lavoro sussume tutte i capitoli precedenti, in una vera e propria visione ricapitolativa. Tornano, inoltre, una serie di elementi già presenti in Lucifero, il terzo capitolo, di cui ritornano una serie di elementi: la sabbia, gli alberi, gli uccelli, impiegati per mostrare e condividere che, malgrado tutto, il fondo del paradiso, in cui si ambienta quest’ultimo intervento, è uguale al fondo dell’inferno. In fondo, questo viaggio nei regni dello spirito, è nient’altro che un restare nel medesimo luogo: l’anima umana.

In questo modo, si chiude l’equazione che Tosatti ha aperto nel 2013, all’inizio di questo cammino, fisico e metaforico, alla ricerca di una dimora, di una casa, che è poi la forma dell’anima tracciata in questo “romanzo di formazione” scritto tra le pieghe della città di Napoli.

Il progetto Sette Stagioni dello Spirito è promosso e organizzato dalla Fondazione Morra, con il sostegno della Galleria Lia Rumma, in collaborazione con Regione Campania, Comune di Napoli, Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, Assessorato al Patrimonio del Comune di Napoli, Seconda Municipalità del Comune di Napoli, Vicariato della Cultura della Curia di Napoli, Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per Napoli e Provincia, Università Suor Orsola Benincasa, Accademia di Belle Arti di Napoli, Fondazione Ordine Ingegneri Napoli, Autorità Portuale di Napoli e ha  ricevuto il Matronato della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee.

L’intervento 7_Terra dell’ultimo cielo è stato realizzato grazie alla preziosa collaborazione dell’Università Suor Orsola Benincasa che ha concesso l’uso dello spazio in cui l’opera è stata progettata. Si ringrazia, dunque, l’istituzione nella persona del Magnifico Rettore Lucio d’Alessandro e profonda gratitudine va al professor Giovanni Coppola, presidente del Corso di laurea in Restauro dei beni culturali, per aver seguito l’iter del progetto e all’ingegner Massimo Del Giudice, direttore tecnico dei lavori di restauro che il Suor Orsola svolge nel Complesso della Santissima Trinità delle Monache, per la preziosa collaborazione nella soluzione di tutte le questioni tecniche.

L’opera è inoltre il risultato del lavoro di coloro che hanno preso parte alle varie fasi di progettazione e produzione come assistenti dell’artista: Lucrezia Longobardi, Adama Berthe, Ugo Punzolo, Francesco Seguino, Luisa Terminiello.

Il processo di lavoro è stato documentato dal progetto fotografico e video di Maddalena.

Un ringraziamento particolare va ad Enrico de Capoa e Mauro Palumbo per il costante sostegno.

 

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