Una zattera ‘della memoria’ colma di oggetti, frammenti di mosaici, bassorilievi che, come in gioco di scambi simbolici tra il luogo sacro e il suo contenuto artistico, rimandano a un passato di cui molto si è perso ma, per fortuna, di cui tanto si è salvato. Nella ritrovata chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli una mostra che intende legare il presente al passato.  Vincenzo Rusciano espone in Sponda dal 16  al 15 novembre con oggetti che come spiega una nota stampa sono “quasi come dei superstiti lacerti murari, scultorei, decorativi, scampati al naufragio dopo un’estenuante traversata nel tempo.  All’interno, ambientate in uno spazio antico sì, ma vistosamente residuale e lacunoso, l’artista offre allo sguardo del pubblico l’assemblaggio ‘fantastico’ dei suoi vasi e delle sue sculture: le opere suggeriscono una nuova interpretazione del frammentario ricomposto che unisce al lavoro artistico, costituito da nuove forme, l’energia emessa con i rimandi alla storia ed alla conservazione della memoria”.

Chiusa per molti anni, colpita dai bombardamenti del 1943, abbandonata dai suoi religiosi, danneggiata dal terremoto del 1980, la chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli  ha conosciuto una lunga storia di degrado, tra le più dure subite dai monumenti di Napoli,  divenendo anche facile preda di furti e spoliazioni del proprio patrimonio storico artistico che ne faceva uno dei monumenti  più prestigiosi della città. Le indagini archeologiche connesse ai restauri della chiesa iniziano nel 1979, quando, nel corso di lavori di consolidamento strutturale  nella navata, emergono i resti della murazione greca e romana, appartenenti alla linea difensiva della antica acropoli e visibili oggi nell’attuale allestimento dell’area. Dal 2001 ha avuto inizio il restauro del patrimonio artistico all’interno della chiesa, costituito in larga parte da opere in marmo. Fino a giungere al più recente restauro dell’Altare Maggiore di Girolamo Santacroce con il quale si può considerare compiuta questa la lunga e complessa fase di restauro che ha restituito alla fruizione pubblica la Chiesa.

La Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico, etnoantropologico e per il Polo museale della città di Napoli e della Reggia di Caserta, in collaborazione con la Galleria Annarumma, ha accolto l’idea di Giuseppe Giordano (artefice del restauro del rilievo marmoreo di Girolamo Santacroce sull’Altare Maggiore) di legare Sant’Aniello all’arte contemporanea, per il breve momento di una mostra- avvalendosi della curatela di Angela Tecce e Alberto Zanchetta. All’artista Vincenzo Rusciano è stato affidato il compito di tradurre con il linguaggio dell’arte contemporanea gli eventi vissuti da questo sito, nella convinzione che lo sguardo di un artista può rappresentare una spinta per la rilettura di una passato critico e insieme dare uno slancio e una speranza per il futuro.

 

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