San Paolino e la tradizione infinita dei Gigli

Nola si prepara a rivivere, 25 e 26 giugno, la secolare festa dei Gigli. In onore di San Paolino (22 giugno), santo patrono di Nola, il sabato e domenica successivi si rinnova la tradizionale processione degli obelischi in legno che simboleggiano i fiori ed i ceri donati al presule, San Paolino, di ritorno dalla prigionia.  Tra iniziative sacre  e profane si realizza un evento complesso e storicamente incerto, che nel tempo si è trasformato in un appuntamento sociale importante. Il sabato sera è in programma lo scambio di visite e saluti tra i rappresentanti delle corporazioni.

I Gigli, oggi, in numero di otto, – come scrivono gli studiosi di questa festa –  si presentano come degli obelischi in legno alti circa 25 metri. L’ossatura è a forma di piramide a tre facce, con una base quadrangolare e termina con una statua quasi sempre sacra o con la croce. Il rivestimento è costituito da cinque pezzi fatti di stucco e cartapesta con i quali gli artigiani locali rappresentano un soggetto agiografico, storico, architettonico, e così via. Ad ogni Giglio corrisponde una corporazione di arti e mestieri: ortolano, fabbro, calzolaio, bettoliere, sarto, panettiere, salumiere, beccaio. Oltre agli otto obelischi è presente anche una barca per rappresentare l’arrivo del santo Patrono dall’Africa. Ogni macchina è trasportata a spalla da cira 120 uomini (detti cullatori, appartenenti ad un unico gruppo detto paranza) che si muovono seguendo i ritmi suonati da musicanti e cantanti collocati sulla base quadrangolare. La costruzione ed il trasporto delle macchine sono affidati a nove Comitati di festa che provvedono anche alle spese“.

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