Ritorna nella chiesa di San Gregorio Armeno di Napoli,  la reliquia del Teschio di San Gregorio.  La chiesa di San Gregorio Armeno è un luogo fondamentale nella storia di Napoli sia dal punto di vista religioso che artistico.   In quest’area sarebbe sorto un monastero di monache basiliane, seguaci di santa Patrizia che  avrebbero avviato il culto di San Gregorio conservandone le reliquie (il cranio e una tibia). San Gregorio Armeno, è stato patriarca di Armenia dal 257 al 331. Nel 1009, in epoca normanna, il monastero fu unificato a quello dedicato a San Pantaleone, assumendo la regola benedettina. Nella chiesa, inoltre, sono conservate dal 1864 le reliquie di Santa Patrizia, la vergine che naufragò sulle coste della città dimorando nell’antico convento basiliano, dove sarebbe morta il 13 agosto del 365.  Ogni martedì dell’anno si rinnova il miracolo dello scioglimento del sangue. Nella quinta cappella della chiesa, a destra della navata, si conservano le reliquie della Santa, contenute in un pregevole reliquiario in oro e argento. Le doti miracolose di Santa Patrizia, già note nel secolo XII per la liquefazione del sangue, hanno fatto sì che ella fosse da sempre considerata e venerata quale co-patrona della città. Una leggenda narra che la chiesa di san Gregorio Armeno fu edificata sulle rovine del tempio di Cerere attorno al 930, nel luogo che avrebbe ospitato il monastero fondato da Sant’Elena Imperatrice, madre dell’imperatore Costantino.

Per l’aspetto artistico, San Gregorio Armeno, è uno degli esempi più importanti delle strutture religiose ripensate dopo la Controriforma. Il precedente complesso fu completamento abbattuto, con disappunto delle suore dell’epoca, per dare vita all’attuale struttura. Dopo il Concilio di Trento, a partire dal 1572, il complesso subì un profondo rifacimento ad opera di Giovanni Vincenzo Della Monica e Giovan Battista Cavagna, e la chiesa fu collocata al centro del convento. Ulteriori rifacimenti furono poi apportati nel 1682 da Dionisio Lazzari. L’interno della chiesa presenta una navata unica, con quattro cappelle laterali e cinque arcate per ciascun lato, che termina con un’abside a pianta rettangolare, sormontata da una semi cupola decorata con “La gloria di San Gregorio” di Luca Giordano. Il famoso pittore è autore anche dei dipinti delle pareti del coro ligneo delle monache.

 Per celebrare l’avvenimento del ritorno della reliquia di San Gregorio si svolge, l’11 aprile alle ore 12, una messa  presieduta dal Cardinale Crescenzio Sepe. 

L’evento religioso, con la traslazione della Reliquia del Santo,  è stato promosso dall’Ambasciatore della Repubblica d’Armenia presso la Santa Sede, Mikayel Minasyan, d’intesa con il Cardinale Sepe, per rafforzare il culto a San Gregorio Armeno e realizzare un progetto volto alla valorizzazione del complesso di San Gregorio Armeno, attraverso diverse iniziative e, in particolare, attraverso il restauro della Fontana monumentale dell’Esedra, situata all’interno del Chiostro. Inoltre, l’Ambasciata intende sponsorizzare, annualmente, un concorso per premiare , attraverso la valutazione di una giuria di esperti, il migliore presepe di Napoli, da esporre poi all’interno del monumentale complesso. Per l’Armenia gli interventi previsti rivestono particolare importanza ai fini del dialogo e dei rapporti con la Città di Napoli.

Interverranno: il Presidente della Repubblica d’Armenia, Serzh Sargsian,  Ministri armeni, il Capo di Gabinetto del Presidente della Repubblica d’Armenia, gli Ambasciatori della Repubblica d’Armenia in Italia e presso la Santa Sede, il Console Onorario della repubblica d’Armenia a Milano, S.S. Catholicos della Grande Casa di Cilicia, S.B. Catholicos Patriarca di Cilicia degli Armeni Cattolici, S.Em. Card. Kurt Koch, 15 vescovi della Chiesa Armena Apostolica, 10 vescovi della Chiesa Armena Cattolica, il prof. Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, il Sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.

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