Santa Patrizia, che si festeggia il 25 agosto è una giornata speciale per i fedeli. La Santa potrebbe rinnovare nuovamente il miracolo dello scioglimento del sangue. Il cardinale Crescenzio Sepe celebra la funzione religiosa alle ore 11.30.

San Gregorio Armeno non è la strada da scoprire soltanto a Natale quale luogo delle botteghe di presepi. E’ un luogo che appartiene al Dna di Napoli dove la storia sociale, artistica e religiosa si è consumata sino a giungere ai nostri giorni consegnandoci uno de monumenti religiosi ed artistici più straordinari al mondo. Vi è il complesso monumentale di San Gregorio Armeno che sorge sopra una delle vie sacre di Neapolis, la città greca e quindi poi, città romana, nei pressi delle rovine dell’antica Basilica Augustale. E’ la chiesa dove si venera ancora oggi Santa Patrizia, una nobile che da Costantinopoli giunse a Napoli per consacrarsi a Dio, è compatrona di Napoli ed il suo sangue si scioglie miracolosamente più volte l’anno. Ogni martedì la celebrazione delle ore 9.30 si conclude con l’esposizione del suo sangue. In molte occasioni il sangue si scioglie.

Santa Patrizia, nobile, nata a Costantinopoli nel 350 e morta nel 365 a Napoli, discendente dell’imperatore d’Oriente Costante II, distribuì ai poveri le sue ricchezze per consacrarsi a Dio. Intraprese diversi pellegrinaggi, ed a seguito di un naufragio approdò a Napoli presso Castel dell’Ovo, dove vivevano i monaci basiliani e dove fondò una sua comunità di preghiera e di aiuto ai bisognosi. Patrizia morì giovane e fu sepolta nel monastero dei Santi Nicandro e Marciano. Nel 1864, le sue reliquie furono trasferite nella chiesa di San Gregorio Armeno, dove trovarono ospitalità anche le seguaci della santa. Dal 1922 nella chiesa operano le Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucarestia, comunemente suore di S. Patrizia. L’urna con il corpo della santa è meta di pellegrinaggio così come l’ampolla con il suo sangue. La venerazione di questa santa nel complesso monastico fa di questo sito un luogo ancora più speciale.

Alla misticità del sito si unisce la grandiosità dell’arte che esso esprime e la cui visione è qualcosa di fuori dal comune. Il primo impianto della chiesa risale al 930, epoca nel corso della quale un gruppo di suore si stabilì per custodire i resti di San Gregorio. Il luogo, dove sorge la chiesa, era in origine parte di una delle vie sacre di Neapolis, nei pressi delle rovine dell’antica Basilica Augustale. Successivamente fu costruita una edicola votiva dedicata a San Salvatore ed una chiesa dedicata a San Pantaleone. Sorse poi un monastero dei benedettini e tra i secoli XVI e XVII, il complesso subì alcuni rilevanti interventi così da diventare un gioiello del barocco napoletano. L’edificio, si presenta con un’unica navata con cinque cappelle laterali decorate da stucchi e marmi, con soffitto a cassettoni e con tavole del fiammingo Teodoro d’Errico. Ci sono poi affreschi di Luca Giordano che ricostruiscono le storie di San Gregorio Armeno e San Benedetto, e tele di F. Fracanzano sulle “Storie di San Gregorio”. Da ammirare l’altare maggiore, opera di Dionisio Lazzari, ed ancora lo scalone di Giacomo del Po, che porta al convento dove le “ruote” sono le uniche aperture per comunicare con le suore in clausura. Di straordinaria bellezza anche il chiostro con la fontana del XVIII secolo con le statue di Cristo e la Samaritana di Matteo Bottiglieri.

 

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