San Gennaro, il quadro di Artemisia Gentileschi, ritorna nel restaurato Duomo di Pozzuoli. Dal Palazzo Reale di Napoli, dove fu portato a causa del devastante incendio che tra il 16 e 17 maggio 1964 distrusse la cattedrale di Pozzuoli, stato trasportato nella restaurata cattedrale di Pozzuoli. Si riapre il sito che sorge sulle rovine di un tempio romano ed all’interno del complesso archeologico ‘Rione Terra’. Si dice che lo sperone di roccia che si affaccia sul mare per 33 metri di altezza tra Nisida e Baia sarebbe stato abitato già in età greco-arcaica ma è con i romani che diviene un centro importantissimo. Tito Livio nel 211 a.C. racconta che il piccolo porto, che si apriva sotto l’acropoli del Rione Terra venne fortificato in quel periodo.

Nel 194 a.C. i romani trasferirono in quei luoghi una colonia con 300 coloni e nacque così Puteuli di cui sicuramente il Rione Terra era il porto commerciale. Questa parte di Puteuli seguì nei secoli le stesse vicende dell’intera cittadina.

Il quadro, che ha lasciato le sale di palazzo Reale di Napoli ritorna nella chiesa che fu fatta edificare nel ‘600 sulle rovine di un tempio romano. Come spiega Rosa Romano della Soprintendenza dei Beni architettonici ed ambientali di Napoli e Provincia: “La cattedrale, di cui si perde l’origine, fu restaurata e adattata alle nuove esigenze liturgiche del Concilio di Trento dal vescovo spagnolo de Leòn che fu in carica a Pozzuoli dal 1631-50. Grazie all’apporto anche del Viceré conte di Monterrey grande conoscitore d’arte, furono chiamati i più grandi artisti del momento per decorare la chiesa: Giovanni Lanfranco, Agostino Beltrano, Jusepe de Ribera e Artemisia Gentileschi che si trovava già a Napoli lavorando per committenze private. Ella realizzò un’Adorazione dei Magi, un San Procolo e Nicea e un quadro sul Miracolo di san Gennaro condannato ad essere sbranato dalle bestie feroci nell’area a Pozzuoli insieme ai suoi compagni. Dopo l’incendio del ’64 molti di questi quadri si persero ma fortunatamente non tutti. L’attesa per il restauro e il ripristino della visibilità anche delle parti archeologiche ha permesso che solo oggi, nel prossimo mese di maggio, la cattedrale si riapra al pubblico con il ritorno anche delle opere d’arte. Fra queste le due tele di Artemisia ospitate nella sala 13 di Palazzo Reale a Napoli”.

 

 

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