San Gennaro raddoppia. Da oggi il suo busto reliquiario, di epoca angioina, opera sacra ed artistica ha una copia d’autore. E’ l’ultimo dono ricevuto da San Gennaro da un devoto, il principe di San Pietro, Marcello Gentile, irpino di nascita e convertito di San Gennaro da meno di due anni. Gentile, medico irpino, ha raccontato di essere stato folgorato dal busto originario nel corso di una visita alla Cappella del Tesoro, dove il busto reliquiario seppur ‘vestito’è esposto normalmente, e di aver così deciso di donarne una copia da esporre sempre. Il nuovo busto è a sua volta una preziosa opera d’arte. In oro zecchino, smalto e pietre preziose, lapislazzuli, coralli, turchesi ed ametiste, è una copia che ha una sua autonomia. Il cranio non si apre così come nell’originale che ha una funzione di reliquiario, e le pietre sono incastonate nei ‘castoni’ seguendo un posizionamento non uguale a quello originario.
L’evento, presentato questa mattina, da Paolo Jorio, direttore del Museo di San Gennaro, Riccardo Imperiali di Francavilla, Deputazione della Cappella di San Gennaro, Stefano Causa, storico dell’Arte, Armando Arcovito, gemmologo ed autore della copia, (siciliano d’origine), da Don Vincenzo de Gregorio, abate della Cappella del Tesoro, e da Marcello Gentile, donatore, è di rilevanza storica perché il Busto, reliquiario delle ossa del cranio de santo, non è musealizzato e non può essere esposto in mostre italiane o estere.
La Replica Originale entra, invece, a far parte delle opere del Tesoro di San Gennaro e viene musealizzata.

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