Una data storica quella del 30 aprile 2016: San Gennaro scioglie il sangue nel giorno in cui lo Stato italiano, la Curia di Napoli e la Deputazione del Tesoro di San Gennaro siglano la pace. Nei mesi scorsi il ministro degli Interni, Angiolino Alfano, accorso oggi a Napoli ad incontrare la Deputazione di San Gennaro ed il Cardinale,  Crescenzio Sepe, aveva con un decreto sancito l’ingresso tra i Deputati del Tesoro di San Gennaro, 12 per statuto, di due rappresentanti della Curia. Nell’adeguamento normativo dello statuto, della Deputazione, obbligatorio per legge, era entrata una nuova definizione dell’organismo: la Fabbriceria. Con tale definizione i componenti della Deputazione non sarebbero dovuti essere più soltanto laici e nobili, come avviene da secoli, ma anche ecclesiastici, nominati dalla Curia. Questa novità ha scatenato la reazione della Deputazione e del popolo napoletano che non avrebbe voluto mai avere tra deputati rappresentanti della Curia. Dopo mesi di querelle pace fatta, oggi, in occasione della tradizionale processione delle reliquie e sangue di San Gennaro, custodite nella Cappella del Tesoro di San Gennaro, processione che ricorda la traslazione del corpo del Santo da Pozzuoli a Napoli, dopo il suo martirio. E come sempre San Gennaro ha rinnovato il miracolo applaudito ed osannato dalla folla in preghiera e festante che gridava ‘San Gennaro è del popolo’. A  riconoscerlo anche Angiolino Alfano, ministro degli Interni,  che è dovuto venire a Napoli entrare nella Cappella, assistere all’apertura da parte dell’Abate, Vincenzo de Gregorio del reliquario dove è conservato il sangue, assistere al miracolo per convincersi definitivamente, che San Gennaro resta un santo del popolo.

Commenti

commenti