Duecentosettanta sculture parlanti. Sono le opere in mostra a San Domenico Maggiore a Napoli (30 Ottobre – 31 Gennaio 2015) che guideranno per la prima volta il visitatore alla scoperta della scultura napoletana tra la fine dell’Ottocento  e gli inizi del Novecento, nell’ambito della mostra  ‘Il Bello o il Vero”, a cura di Isabella Valente, progetto speciale dell’Assessorato al Turismo ed alla Cultura del Comune di Napoli. Una speciale App, OPS, applicazione informatica sia  per smartphone che tablet messa a punto da giovani informatici di una azienda che è parte del Distretto ad Alta tecnologia dei Beni Culturali (DATABENC), spiegherà ai turisti chi è, chi l’ha realizzata e dove è conservata. Una carta d’identità digitale che consentirà di ammirare e conoscere meglio le opere di grandi come Vincenzo Gemito, Achille d’Orsi, Giovan Battista Amendola, Raffaele Belliazzi, Francesco e Vincenzo Jerace, Costantino Barbella, Filippo Cifariello, Giuseppe Renda. Nove sezioni che possono essere percorse guidati dalla App, semplicemente scaricandola sul mobile, oppure tradizionalmente consultando le guide a disposizione. Previste anche ricostruzioni virtuali di opere che non sono fisicamente in mostra ed anche approfondimenti su sculture che sono in mostra. Le opere provengono dalle maggiori istituzioni pubbliche e da numerose collezioni private. E’ la prima volta che un numero così cospicuo di sculture provenienti da diversi enti è in esposizione. Al progetto che coniuga valorizzazione e tecnologie ha lavorato DATABENC, distretto nato da una idea progettuale promossa dalle Università Federico II e di Salerno, sul quale convergono più di 60 soggetti tra cui Pmi, Grandi Imprese, Centri di ricerca ed università.

E’ un tripudio di bronzi e gessi quelli esposti nelle meravigliose sale del complesso di San Domenico Maggiore che pone il visitatore in un mondo particolare dove teste, calchi, corpi, animali ed oggetti riportano in un itinerario temporale fin de siècle.

Un progetto magnifico alla cui realizzazione hanno lavorato ricercatori e studiosi napoletani e delle maggiori istituzioni cittadine – ha dichiarato l’assessore del Comune di Napoli, Nino Danieletutti in un vero e proprio sistema sinergico. Una mostra che resterà negli annali delle attività per originalità di ideazione e realizzazione e per aver inaugurato una nuova visione non solo del periodo di rilevante interesse nella storia dell’arte ma di come coniugare ricerca e valorizzazione di un patrimonio storico-artistico ineguagliabile”.

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