La scienza medica, si sa, è una materia dinamica, soggetta a continui cambiamenti al mutare delle evidenze e all’approfondirsi delle conoscenze, e così, a proposito di alimentazione, ci troviamo a confrontaci sempre con nuove regole: le ultime novità riguardano colesterolo e zuccheri. Riguardo al primo, nuove, rivoluzionarie linee-guida sul controllo del colesterolo con la dieta, emanate dalla “Commissione Consultiva sulle linee guida dietetiche” USA, si appresta a ribaltare, dopo 40 anni, le classiche indicazioni, definendo il colesterolo contenuto nelle uova e in altri alimenti come i gamberi, tra le sostanze “non preoccupanti per la salute”. Secondo i nutrizionisti americani, si tratta di un cambiamento “dovuto” in base alle ultime ricerche in materia, che dimostrano che solo il 20% del colesterolo ematico dipende dalla dieta, mentre la maggiore responsabilità è da attribuire ai geni. Semaforo verde dunque per le uova, che addirittura, secondo alcuni studi, aumenterebbero i livelli del colesterolo HDL, cioè quello buono che protegge le arterie dalle malattie cardiovascolari. Anche l’American College of Cardiology, d’altronde, nelle linee-guida del 2013, non aveva più incluso alcun consiglio riguardante il colesterolo nei cibi. Segnale di stop, invece, per gli zuccheri: l’OMS nelle sue nuove linee guida, non ancora pubblicate, ha consigliato di abbassare il limite degli zuccheri dal 15% al 10% del consumo calorico giornaliero (50 grammi circa), raccomandando che ancora più salutare sarebbe non superare il 5%. Ridurre i consumi di zuccheri significa limitare non solo lo zucchero da tavola, ma anche quello contenuto nei prodotti industriali come bevande gasate, succhi di frutta, ketchup, merendine e dolci. Non ci sono restrizioni invece per gli zuccheri complessi, contenuti naturalmente in cereali, frutta, legumi, latte. Riducendo l’apporto di zuccheri a non più del 10% del consumo totale di energia, si ridurrebbe incidenza di sovrappeso, obesità, diabete e carie. L’Italia non è stata d’accordo su queste nuove raccomandazioni sull’assunzione di zucchero, ritenendole non sorrette da solide evidenze scientifiche, e questa posizione ha suscitato polemiche nel sospetto di influenze da parte delle “lobby delle merendine”.

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