E’ toccato ad Edoardo Bennato l’onore dell’apertura del Leuciana Festival, nel Teatro dei Serici, ricavato in uno dei Cortili dello splendido complesso borbonico del Belvedere di San Leucio.

Bennato, classe 46, ancora segue il consiglio di Sandro Colombini,  che nel primo LP gli consigliava, “rock a tutto spiano”: si è presentato sul palco  accompagnato da ben due chitarre, oltre la sua!

Solo i primi tre pezzi, “Abbi dubbi”, “Sono solo canzonette” e “Il Gatto e la Volpe”, sono stati riproposti, a mo’ di manifesto di tutta una carriera artistica,  con  la sua “formazione” storica di “One man band” chitarra, armonica e tamburello a pedali.  Poi è entrato in scena  il gruppo ed anche le canzoni acustiche come “Signor censore”e le ballate come “La fata” sono diventate possenti rock’n’roll.

Davvero pochi i momenti più intimi e riflessivi come “Un Giorno Credi”, “La Luna” e “Asia”,  poi tanto rock, chitarre distorte, volume altissimo.

Ma non è solo il cantautore partenopeo ad essere ancora pieno di energia, i suoi brani storici, accompagnati da supporti visivi nuovi, risultano freschi ed attuali come non mai.  “In prigione In prigione”, “Mangiafuoco”, “Meno male che adesso non c’è Nerone”, composti quasi 40 anni fa, potrebbero essere scritti oggi, senza cambiare una virgola del significato ironico e dissacrante nei confronti del potere che avevano in origine. “Vendo Bagnoli”, scritta dopo  la chiusura dell’Italsider a fine anni 80,  denuncia lo stesso immobilismo delle istituzioni che è oggi forse più drammatico che allora: dopo 25 anni la situazione è sempre la stessa Bagnoli non ha più l’Italsider ma non ha neppure le strutture che la sua vocazione turistica avrebbe auspicato.  E “Nisida” trascinante reggae finale, ancora nel terzo millennio, fa sapere a molti che c’è un’isola bellissima poco lontano dal centro di Napoli, sconosciuta non solo agli itinerari turistici, ma anche agli stessi Napoletani….. “non è un problema ideologico, per carità, Nisida è il classico esempio di stupidità”.

Pubblico entusiasta e tanti, davvero  tanti giovani a ballare sotto il palco a dimostrazione che, come titola l’ultimo album del cantautore, “Le vie del Rock sono infinite”.

foto di GIUSEPPE NUZZO

Commenti

commenti