Recuperare la memoria dell’antica Pozzuoli quando a partire dal 194 a.C era con il Rione Terra il porto commerciale più grande del Mediterraneo. Le navi provenienti dalla Libia scaricavano animali feroci da utilizzare nel vicino anfiteatro o grano proveniente da Alessandria d’Egitto. Pozzuoli promuoveva la sua immagine e la sua potenza distribuendo piccoli fiaschi di vino con incisi i luoghi più belli dei Campi Flegrei. Queste stesse incisioni e simboli del glorioso passato sono riprodotti sugli arredi urbani su della piazza appena inaugurata dinanzi ad uno degli accessi alla rocca del Rione Terra.

Il progetto di sistemazione dell’area dell’architetto di Pozzuoli, Sergio Ambrosino, presso l’ingresso detto della Madonna delle Pezzeca, dove c’era un altarino dedicato alla Madonna dinanzi al quale i ragazzi pizzicavano le ragazze prescelte come findanzate, è nato a seguito della demolizione di due edifici ubicati sul versante settentrionale del promontorio del Rione Terra ed il tracciato di via Cavour, ed ha previsto l’utilizzo di materiali come travertino, acciaio ossidato ed acqua.

Ritorna il suo glorioso passato ma anche quello drammatico del bradisismo che ha portato negli anni ’70 alla evacuazione del Rione Terra, popoloso quartiere, evacuato per il rischio del riproporsi continuo del fenomeno del movimento ed abbassamento della terra. Migliaia di persone furono deportate a Rione Toiano, nei cosiddetti “carriarmati” . Il rione si svuotò, per anni fu chiuso ed abbandonato. Poi l’avvio di lavori di recupero dell’intero sito che ha visto negli ultimi 20 anni il ritrovamento di una città archeologica sotterranea, l’avvio dei lavori di risanamento di parte della sovrastante area monumentale ed il recupero del Duomo di Pozzuoli. Sono in programma iniziative di valorizzazione dell’intero complesso.

 foto di Sergio Ambrosino

Commenti

commenti