Le sue armi sono amore e dolcezza. Le armi dei suoi nemici sono violenza ed omertà. Carmela Sermino, 35 anni, combatte dalle 23.15 del 31 dicembre 2007 per capire chi le ha ucciso il marito.  Gli assassini sono rimasti sino ad oggi senza volto e nome. Una vicenda assurda che oltre alla morte del coniuge, Giuseppe Verapalumbo 30 anni, l’ha messa di fronte ad ulteriore dura realtà: lo Stato ha perso. Ha vinto l’illegalità, ha vinto la camorra e lei ed i suoi familiari, tra cui una splendida figlia, dovrebbero sotterrare anche la speranza di conoscere chi è stato.

Giuseppe era un giovane buono, intelligente e con tante speranze. Da due anni aveva finalmente coronato il sogno d’amore con Carmela. Si erano sposati dopo nove anni di fidanzamento. Avevano dato alla luce Ludovica. Il loro amore prevedeva altri due figli, la ricerca di un lavoro stabile e la voglia di vivere  a Torre Annunziata. Ma questa straordinaria avventura terrena è stata interrotta in pochi attimi da un criminale che da un rudere del Quadrilatero delle carceri, in compagnia di altri criminali, giocava al tirassegno contro un lampione della luce.  Sulla traiettoria di questo lampione c’era una finestra in corrispondenza della quale, al nono piano di un palazzone di 12 piani, era seduto Giuseppe. Finito il cenone di Capodanno si stava attendendo la mezzanotte per brindare. Brindisi che in casa Verapalumpo non è mai stato fatto.

Alle 23.15 un proiettile vagante gli trafitto l’Aorta entrando dal fianco destro: il tempo di alzarsi dalla sedia, sussurrare qualcosa e cadere a terra morto. Le urla, il dolore ed i funerali.  Tutto consumato senza sapere perché. Tanta speranza nel processo contro ignoti, che si è concluso nel 2014, con una archiviazione ed ha definito Giuseppe vittima indiretta della camorra. Un procedimento giudiziario che ha messo un’altra pietra su Giuseppe, oltre a quella della tomba. Lo Stato non è riuscito ad individuare chi ha sparato dal Quadrilatero delle Carcerci di Torre Annunziata. E’ stato ricostruito soltanto il probabile perché: un gioco preparatorio agli spari per il festeggiamento del Capodanno. Gli inquirenti ritrovarono sotto al palazzo di Giuseppe 300 bossoli di pistole con calibro vario.

Oggi a distanza di otto anni se lo Stato ha smesso di combattere, Carmela, continua incessantemente la sua battaglia per la ricerca della verità. Il suo amore per Giuseppe è ancora intatto, immacolato ed immenso. E’ una bella donna, intelligente e buona ma determinata nella ricerca della verità. La zona dal quale è stato esploso il colpo è una area nota alle cronache per vicende criminali di camorra e dunque gli assassini di Giuseppe sarebbero dei camorristi. Ma in questa vicenda c’è qualcosa che comprende anche la camorra: l’illegalità. Giuseppe è vittima della illegalità. Illegalità di cui molti si vantano di combattere.    Chi ha sparato quel colpo può essere o meno camorrista, questo conta poco, è un assassino, una persona che vive nell’illegalità, che giocava con le armi per festeggiare il Capodanno. E su questo criterio che lo Stato dovrebbe riaprire le indagini e dare un volto ed un nome all’assassinio di Giuseppe. Se lo Stato ha archiviato la vicenda Carmela e la società civile non l’hanno fatto. “Bisogna continuare a cercare la verità , riaprite le indagini– dichiara Carmela – io lo farò sempre. Deponete le armi, i botti di Capodanno non fate altre vittime innocenti“.

Oggi Torre Annunziata lo ricorda con diverse manifestazioni.

Alle 12 si svolgerà la VII edizione del “MEMORIAL GIUSEPPE VEROPALUMBO”,  presso la Sala Consiliare del Comune di Torre Annunziata – Palazzo Criscuolo.
Ad essere premiate saranno le associazioni sportive del territorio, per sottolineare l’importanza del rapporto tra memoria e sport, tra partecipazione e necessità del ricordo attraverso l’educazione, soprattutto dei più piccoli.
Oltre a Carmela Sermino vedova Veropalumbo, saranno presenti il sindaco di Torre Annunziata Giosuè Starita,  il referente provinciale di Libera Campania Antonio D’Amore e l’Assessore del Comune di Napoli Alessandra Clemente.

-La Solenne messa in ricordo di tutte le vittime innocenti sarà, invece, celebrata il 30 pomeriggio alle 18.30 dall’Arcivescovo di  Nola Beniamino Depalma presso la Basilica M.SS. della Neve di Torre Annunziata.

 

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