Riapre Villa Pignatelli, la casa museo di Napoli.

La riapertura avviene a sessanta anni dalla donazione della villa da parte della principessa Rosina Pignatelli allo Stato. 

Dopo sei mesi di chiusura per lavori di restauro dei principali ambienti di Villa Pignatelli, riapre al pubblico sabato 19 dicembre.

Il sito è tra le più belle residenze aristocratiche di Napoli. E’ una casa museo, che dagli Acton è finita ai Rothschild agli Aragona Pignatelli Cortes e quindi allo Stato italiano. La villa è progettata nel 1826 da Pietro Valente per Ferdinando Acton che intende avere una residenza nei pressi della Villa Reale a Chiaia. Poi nel 1841 l’acquisto da parte dei banchieri e di nuovo dall’Unità d’Italia ne divengono proprietari gli Aragona Pignatelli Cortes. I cambi di proprietà ne determinano modifiche sia per l’edificio con ampliamenti che per gli arredi.  Tre salotti, azzurro, rosso e verde con una veranda che apre sul giardino principale caratterizzano l’appartamento oggi musealizzato, anche grazie alle preziose collezioni di ceramiche ed altro oggetti di valore. Al Piano superiore il Museo della Fotografia. Fuori nelle ex scuderie nuovi spazi museali.

4. Napoli, Museo delle carrozze-Park drug, Morel, Paris-donazione Mario d’Alessandro di Civitano

4. Napoli, Museo delle carrozze-Park drug, Morel, Paris-donazione Mario d’Alessandro di Civitano

L’ex Palazzina Rothschild ha visto recentemente un altro traguardo l’apertura del Museo delle Carrozze dove è esposta  la collezione dei Finimenti del Museo delle carrozze. Il Museo, ideato da Bruno Molajoli – che aveva accolto la donazione del marchese Mario D’Alessandro di Civitanova – e progettato nel 1975 da Ezio Bruno De Felice nelle ex scuderie della villa, è stato riaperto nel giugno 2014 dopo lunghi anni di chiusura e complessi lavori di ristrutturazione. Riallestito secondo più moderni criteri museografici presenta una ricca serie di carrozze e calessi di produzione francese, inglese e italiana, che testimonia le raccolte Civitanova, Dusmet, Spennati, Leonetti di Santo Janni e De Felice. Alle carrozze si affiancano centinaia di finimenti in cuoio, morsi, fruste, bardature e oggetti di vario tipo destinati alla cura del cavallo, che vanno dagli apribocca ai pettini per criniera, ai bruciapeli, alle scarpe copri zoccolo. Una ventina di bardature in cuoio del tipo ‘a collana’ per attacchi singoli, a pariglia e a quadriglia, una grande varietà di imboccature e una rara collezione di fruste e frustini da caccia di particolare pregio sono ordinati su grandi pannelli espositivi murari e in apposite bacheche.

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