Riapre il MUSEO delle ceramiche

Seimila preziosi oggetti risalenti ai secoli XII- XIX, tra cui meravigliose ceramiche, ritorneranno ad essere visibili dal prossimo 16 gennaio. Riapre al pubblico il Museo duca di Martina, museo inserito all’interno della villa Floridiana di Napoli. Nel parco proseguono i lavori e si dovrà attendere per la riapertura complessiva.
Il Museo duca di Martina riapre in occasione dell’avvio dell’iniziativa Conversazioni in Floridiana, conferenze gratuite che si svolgono nel Vestibolo del Museo almeno un sabato al mese.
Il tema di quest’anno è “Viaggiare ad Arte” e sabato 16 gennaio Mariateresa Sarpi, dirigente tecnico MIUR, ci racconterà di “Quando viaggiare era un’arte”. Prima della conversazione una buona tazza di tè sarà gentilmente offerta da Antonia Grippa del Tea Corner “Il piacere di offrire il tè”, di Via L. Giordano, 15.
Il complesso duca di Martina – Floridiana è legato alla storia di Ferdinando di Borbone e della sua moglie morganatica, Lucia Migliaccio di Partanna. La residenza acquistata dalla famiglia Saliceti fu destinata a residenza della duchessa di Floridia, sposata da Ferdinando nel 1814. La ristrutturazione dell’impianto settecentesco fu affidata ad Antonio Nicolini che, tra il 1817 e il 1819, progettò in stile neoclassico la palazzina con giardini all’inglese. “Il Niccolini, sfruttando il naturale andamento del terreno, degradante verso il mare, ridisegnò le aree esterne, alternando vaste praterie ed aiuole con quinte scenografiche a zone ‘a boschetto’ e terrazzamenti scoscesi. Invece, per le zone circostanti l’edificio principale adottò soluzioni più regolari e simmetriche in conformità con le caratteristiche stilistiche di gusto neoclassico. Ideò, inoltre, un teatrino all’aperto, un tempietto ionico, le serre ed alcune grotte per animali esotici, unici elementi architettonici ancora oggi esistenti nell’attuale area del Parco, che fanno percepire l’originaria atmosfera pittoresca. – come si legge sul sito del MIBAC – Riguardo alla Villa, come si evince dalla pianta autografa del Niccolini conservata al Museo di San Martino, inglobando il vecchio casino Saliceti, concepì un edificio con corpo centrale rettangolare e due bracci perpendicolari e simmetrici, rivolti a settentrione, di cui quello occidentale di nuova costruzione. Inoltre, aggiunse, all’ingresso centrale dell’edificio una piccola area porticata, per la sosta delle carrozze, soluzione architettonica già adottata per il Teatro San Carlo. Per la facciata meridionale, che risultava su tre livelli per l’accentuata pendenza del terreno, il Niccolini elaborò per il piano seminterrato un basamento in pietra lavica con una scalinata marmorea a doppia rampa, che raccorda l’edificio al parco circostante, aprendosi sul suggestivo panorama della città”.
Gli eredi della duchessa di Floridia vendettero allo stato il sito che dal 1931 è museo ed ospita tra l’altro la collezione del duca di Martina che dopo l’unità d’Italia fu uno dei maggiori collezionisti europei e pur vivendo a Parigi inviava i preziosi oggetti a Napoli nella sua casa napoletana di piazza Nilo. Alla sua morte gli eredi li donarono allo Stato che decise di allestire una collezione museale all’interno di una delle casine del complesso della Floridiana intitolando il museo al grande collezionista.

 

 

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