Pietra calcarea di Bellona e di Vitulano. Furono migliaia le tonnellate scavate nelle cave di questi paesini (il primo non molto lontano, il secondo più distante) per realizzare la reggia voluta da Carlo di Borbone. La prima pietra per la costruzione della Reggia di Caserta,  il 20 gennaio 1752. Il progetto di Luigi Vanvitelli assecondava i desiderata del re (Carlo lo seguiva personalmente durante i sopralluoghi) e così eresse un palazzo maestoso a doppio colore bianco antico e rosa. Oggi i colori delle facciate esterne, interne e di due su quattro cortili, sono stati restituiti allo splendore di un tempo. Un accurato restauro li ha riportati alla loro origine.

Vanvitelli volutamente invecchio’ il colore della pietre con una patina che  rendesse le pietre ‘meno giovani’. Questa è una delle informazioni che gli studi per i restauri hanno consegnato agli esperti. Architetti e storici dell’arte hanno dovuto fare ricorso anche ai geologi che hanno analizzato lo stato di salute della pietre calcaree e dei mattoni a faccia vista così da capire esattamente i danni delle infiltrazioni idriche. Gli interventi hanno portato ad attività di pulizia, inserimento di ferri e di protezione.

Il cantiere che è stato aperto il 15 marzo 2015  è stato concluso in questi giorni ed è costato 15 milioni euro. Le opere sono state realizzate da Consorzio Integra con CMSA, COBAR, PIACENTI, TECNO IN, DISMAT. Direttore restauro Flavia Belardelli, Amalia Gioia. 

 

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