Reggia Carditello, Cavalli borbonici per far vincere gli italiani

Un altro primato. Un altro primato dei Borbone. I cavalli Persano, nati da cavalli di origine asiatica e araba, per essere, agili e veloci, compagni dei cavalieri in guerra per il Regno delle Due Sicilie. Ma se il Regno è stato conquistato dai Piemontesi per vantarsi di fare l’Italia unita partendo dal Nord, tutto ciò che i Borbone hanno lasciato è stato  poi utilizzato dagli italiani. Così i cavalli persani che per la loro statura, 1 metro e 58 al garrese, e per la loro capacità in velocità erano abilissimi nelle battaglie. E così i reggimenti sabaudi ed italiani li hanno utilizzati. E tra le gloriose battaglie che si ricordano l’ultima. Era il 17 settembre 1942, seconda Guerra Mondiale: fu l’ultima di un reggimento a cavallo a Poloj in Jugoslavia. Ultima ma non unica. Infatti come scrive il giornale.it “Formazioni di cavalleria furono dunque impiegate durante la Seconda Guerra Mondiale dal Regio esercito sui vari fronti, soprattutto le impervie montagne jugoslave o greche e lo sterminate steppe russe, territori pieni di ostacoli insormontabili ai mezzi meccanici“. I cavalli italiani erano i cavalli di razza Persano, quelli dei Borbone.

Dopo la guerra, i Persano sono stati utilizzati per funzioni di rappresentanza e di sport. Poi nel 1972, l’esercito italiano ha mandato in pensione i Persani. Gli ultimi tre Persani sono stati acquistati dal Principe Arduino che da allora ha mantenuto in vita la razza Persana ed ha fornito i cavalli ai cavalieri dell’esercito italiano che si sono esibiti nella manifestazione di riapertura della Reggia di Carditello.

Nella Reggia di Carditello la Fondazione Carditello, voluta dal governo Renzi, e presieduta da Luigi Nicolais, direttore Angela Tecce, ha aperto occasionalmente la Reggia al pubblico per mostrare i primi lavori realizzati e per iniziare a programmare il futuro del sito borbonico. Qui a Carditello, reggia agricola, fatta costruire da Carlo di Borbone i cavalli di razza Persano erano di casa e dopo oltre due secoli sono tornati a sgabare nella pista ellittica posta dinanzi la Reggia.

Molto degrado ancora da eliminare per restituire il sito alla collettività.

 

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