Basta poco da molti, per dare molto a tutti”. Una frase nota di padre Massimo Rastrelli, come uno slogan ad apertura del Convegno “Povertà e solidarietà – Lotta al sovraindebitamento, all’usura ed al gioco d’azzardo – Aiuti alle famiglie”, promosso dalla Fondazione San Giuseppe Moscati Fondo di Solidarietà antiusura O.N.L.U.S., nell’anno del 25esimo anniversario di attività, presso la Sala Maria Cristina all’interno del Complesso Monumentale di S. Chiara.

Padre Massimo Rastrelli S.J., Presidente della Fondazione e Presidente della Consulta Nazionale Antiusura, ha illustrato i risultati raggiunti e la gestione della Fondazione nella lotta all’usura e nella prevenzione a detto fenomeno con i fondi statali. Numeri a tre zeri, i casi risolti: la Fondazione Moscati ha aiutato negli anni le vittime dello strozzinaggio finanziando moltissime famiglie con prestiti garantiti e da restituire in cinque anni. Padre Rastrelli ha sottolineato che delle migliaia di casi di vittime dell’usura alle quali sono stati fatti i prestiti, l’80 per cento delle persone aiutate hanno restituito le risorse nei tempi previsti, gli altri hanno richiesto l’intervento come mediatore della Fondazione ai fini di contenziosi e probabili perdite di appartamenti. “La Fondazione in 25 anni di attività, solo in Campania, ha salvato dai debiti di usura migliaia famiglie, versando garanzie per milioni di euro, fondi pervenuti dallo Stato e dalle beneficenze. Oggi la nostra onlus ha un capitale che è servito a liberare chi stava sotto usura. E’ necessario continuare la lotta all’usura e soprattutto fornire i mezzi alle fondazioni affinche’ si liberi la vittima immediatamente, poiche’ quando il fenomeno e’ radicato, l’unico mezzo di soluzione e’ la denuncia con i relativi tempi burocratici che comporta il ricorso a tale strumento”. E ancora: ”Credo che sia necessario sensibilizzare le Autorita’ e la Regione in particolare al fine di formulare una legge regionale antiusura che preveda un contributo fisso alle fondazioni che aiutano le vittime dell’usura – ha detto padre Rastrelli – Inoltre, la nostra esperienza, ha permesso anche di costituire una fondazione che raggruppa le principali 30 realta’ d’Italia che si occupano di questo fenomeno e di avere il riconoscimento del ministero”. Attenzione rivolta alle famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese, “e si indebitano. Molte persone si rivolgono agli usurai o richiedono e ottengono dalle finanziarie prestiti in poche ore, con rate che poi non riescono a pagare per i tassi oltremodo onerosi. Sì, anche quella delle finanziarie è usura, legalizzata, ma usura. Assicuro una cosa molto importante: pur volendo aiutare coloro che si rivolgono a noi, non possiamo aiutare tutti, poichè aiutiamo non solo con consigli, ma con aiuti concreti e finanziari”.
Al convegno, relazioni dei Prof. Maurizio Fiasco, del Procuratore Nazionale Franco Roberti, del Prof. Marco Musella, della Dott. ssa Alessandra del Giudice e del Vice Presidente Avv. Amedeo Scaramella. Interventi dell’On. Pier Paolo Baretta, sottosegretario all’Economia -MEF, Dott. Santi Giuffrà, Commissario coordinamento iniziative antiracket e antiusura, Dott. Giuseppe Maresca, Capo Direzione V Dipartimento Tesoro – MEF, Dott. Gerarda Pantalone, Prefetto di Napoli, Raffaele del Giudice, Vice Sindaco di Napoli. Moderatore Guido Pocobelli Ragosta, del TGR Rai Campania.
Negli ultimi anni il gioco d’azzardo e i debiti da usura sono diventati causa sempre più rilevante di sovra-indebitamento e di dipendenze patologiche. Questi preoccupanti fenomeni hanno trovato unanimità di consensi sulla loro pericolosità sociale e sulla necessità di promuovere adeguati interventi di contrasto (leggi, assistenza sanitaria, ricerche socio-psicologiche etc.) e una sensibilizzazione delle agenzie educative. Veri e propri fenomeni di massa, che come tali devono essere oggetto di attenzione e di provvedimenti, fino a contrastarli ed annientarli. Una necessità possibile in cui tutti siano pronti a fare la propria parte, “senza distrazioni”. Questa è la convinzione più necessaria da far prevalere, che deve essere fatta propria da ciascuno e che deve essere generalizzata nella coscienza di tutti o almeno di molti, affinché l’usura e gioco possano essere vinti e siano vinti di fatto. Lo debbono capire e volere le persone, le famiglie, le scuole e i formatori di opinione pubblica e dei costumi; lo debbono far capire la Chiesa nella formazione delle coscienze, le sentenze dei giudici che debbono fare la parte loro nel senso giusto, le fonti di informazione di massa nei messaggi che danno, le leggi del Parlamento e gli atti di Governo nella forza che hanno di formare costumi attraverso le azioni che rendono obbligatorie.
Dagli interventi al Convegno è emerso che il 10% delle separazioni nel nostro Paese è causato proprio dal gioco d’azzardo di cui soffre uno dei due coniugi, l’80% è costituito da ricorsi di separazione introdotti soprattutto da donne che, sfinite dai reiterati comportamenti compulsivi dei mariti, decidono di buttare la spugna rivolgendosi al tribunale anche per porre un argine alla devastazione sociale ed economica che un giocatore patologico ha la capacità di determinare in ambito familiare e lavorativo. Quando è la famiglia a farsi carico del problema patologico, muta radicalmente la visione delle cose, tutto appare rapportato alla risoluzione della patologia e a riscrivere le regole dello stare insieme. Cambiano le priorità di ogni membro del nucleo, vivendo nell’angoscia, cercando soltanto una soluzione a quel grave problema che col passare dei giorni aumenta nell’entità.
Nelle coscienze di tutti i partecipanti al convegno, ma anche dei lettori di un articolo di giornale, il grazie di padre Rastrelli, fatto di speranza e ottimismo: “Un grazie a tutti voi, che siete qui presenti, e a coloro che sentono, nella coscienza e nel cuore, che la vita e la salvezza di ogni altro, è salvezza e vita della vita propria e di tutti coloro che si amano e che ci amano. Un pensiero affettuoso a tutti gli amici, che si sono rivolti a noi per avere aiuto: e ringraziamo Dio di averlo potuto di fare, se lo abbiamo potuto fare, e, per tutti, auguri, benedizioni e preghiere”.

 

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