Il mare di Napoli restituisce preziosi oggetti: rinvenuta una campana settecentesca della corvetta borbonica FLORA affondata dai Portoghesi l’8 gennaio del 1799. La campana è ora nei laboratori di restauro del MANN di Napoli dove Marina Vecchi, responsabile della sezione metalli,  con il suo staff la sta restaurando. Il rinvenimento ed il restauro sono stati presentati alla stampa da Luciano Garella, soprintendente archeologo di Napoli, Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, Pietro Spirito, presidente Autorità di Sistema Portuale Mar Tirreno Centrale.

Un rinvenimento che riporta alla luce la storia di Napoli e della sua marineria. A 15 metri di profondità tra il Molo Angioino e dell’Immacolatella Vecchia è stato ritrovato un reperto che anticipa il progetto di procedere al recupero di altri come spiega il presidente Pietro Spirito: “A breve saranno riportati alla luce quattro cannoni e diversi oggetti ritrovati all’interno della nave. Un lavoro di grande valore che rientra tra le opere del Grande Progetto il cui finanamento complessivo ammonta a 150 milioni di euro“.

 

Napoli deve continuare a riportare a lavorare per confermare come è stata ed è capitale di cultura. E’ un lavoro singergico molto importante – ha dichiarato il soprintendente Luciano Garella – che prosegue per la città e per i napoletani. In questo momento la città sta vivendo un momento di grande rilievo turistico e questo è molto importante anche per le cose che sono state realizzate“.

Nel porto di Napoli è in corso un progetto di indagini sul fondo del mare con apparecchiature multibeam, tecno-in, deepseatecnology, sidescan-sonar, sub-bottom-profilier con una squadra di sommozzatori grazie alla quale è stata rinvenuta oltre che la campana, palle di cannone e lo scafo della corvetta Flora, affondata dai portoghesi su ordine di Orazio Nelson.

Commenti

commenti