Parte dal Palasele di Eboli l’ultima tournee dei Pooh nei Palasport d’Italia

Ultima non solo in termini di tempo ma in senso assoluto. E’ noto a tutti che il più amato e longevo dei gruppi pop  italiani,  in occasione del cinquantesimo anno di attività,  ha deciso di “chiudere in  bellezza” la prestigiosa carriera.

La celebrazione del cinquantesimo compleanno, traguardo davvero raro per un gruppo musicale,  è stata accompagnata  un sapiente battage pubblicitario che ha prima di tutto annunciato la re-union dei “reduci”  Roby Facchinetti, Dody Battaglia e Red Canzian, con Riccardo Fogli, il bassista degli esordi che aveva lasciato il gruppo nel 1973,  nel pieno del loro fulgore, per darsi alla carriera solistica e con Stefano d’Orazio, il batterista storico, che qualche anno fa aveva deciso di darsi alla produzione ed alla composizione.

Poi la macchina del marketing ha centellinato apparizioni e uscite discografiche per attirare il pubblico e “tastarne” le reazioni che sono state sempre entusiaste.

Dal palco di Sanremo, ospiti d’onore, hanno prima annunciato solo due concerti negli stadi, a Roma e Milano, subito sold out, una seconda data a San Siro ed una a Messina. E poi gli in-store tour, uno special TV su RAIUNO, l’annuncio di  due date a Verona e poi una terza tutte sold out.

Infine la tournee dei Palasport con date che si raddoppiavano e si aggiungevano  L’uscita del triplo CD (e del  DVD) documento del concerto di San Siro, da settimane in testa alle classifiche e già Disco d’oro. L’annuncio della data finale:  l’ultima notte insieme cai Pooh si terrà nella città che li ha visti esordire, Bologna.

Con il 2016 i Pooh chiuderanno la loro premiata ditta e resteranno nella storia della musica italiana di cui sono stati protagonisti per mezzo secolo. Cinquanta anni sulla cresta dell’onda non possono essere solo marketing e sapiente produzione. La loro musica, sia pure rivolta innegabilmente al mercato, ha mantenuto sempre livelli qualitativi altissimi e negli anni ’70, con la produzione del napoletano Giancarlo Lucariello ha lasciato, oltre ai successi commerciali, brani di pregiata levatura che guardavano alla musica classica ed al progressive in voga in quagli anni:  l’album Parsifal è stato  incluso dalla rivista Rolling Stones tra i 100 dischi più belli.

Il Palasele di Eboli è tutto esaurito sin da marzo ed anche i biglietti per  la data aggiuntiva di domani sono andati a ruba.

I concerti “indoor” si preannunciano fantasmagorici come quelli negli stadi: quasi tre ore di musica in cui I Pooh ripercorrono tutta la loro carriera con i grandi successi in versione a cinque voci ed arrangiamenti leggermente più rock, con  i pomposi brani strumentali in un tripudio di luci, fumi, laser e fiamme: uno spettacolo visivo che ha da sempre contraddistinto i Pooh nei loro live-show e che per l’occasione ha richiesto una lunga e attenta programmazione.

Concerti non solo per un pubblico adulto che ha cantato e si è innamorato con le loro canzoni, ma anche per molti giovani che apprezzano, senza pregiudizi, musica ben prodotta e suonata da serie professionisti.

Auguri ai Pooh e a mezzo secolo di pop nostrano!

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