Pompei svela nuovi tesori. Dalla Casa di Sirico alla Casa dell’Orso ferito, dai vicoli al Panificio. ‘Salve lucrum’ Benvenuto guadagno è il monito in cocciopesto sulla domus del ricco Publius Vedius Siricus, esponente politico e commerciale che abitava la casa dove aveva una grandissima cucina con forno per il pane con fallo benauguramte. La Casa di Sirico, scavata nella seconda metà dell’800 è una grande abitazione che occupa la parte centrale dell’Insula 1 della Regio VII con ingresso sia da via Stabiana che dal vicolo del Lupanare. All’epoca dell’eruzione nella domus  erano in corso lavori di ristrutturazione, la domus nasce dall’unione di due case, secondo i canoni del Quarto stile. Tra gli ambienti più raffinati l’esedra con affreschi centrali dove è raffigurato Eracle alla corte della regina Onfale, Teti nell’officina di Efesto e le costruzione delle mura di Troia. Qui si svolgevano i rinfreschi che d’estate venivano allestiti sotto i pergolati nei due peristili affiancati.  Nella domuso sono esposti i calchi sono tre dei primi quattro eseguiti da Fiorelli nel vicolo degli Scheletri. Si tratta di tre fuggiaschi: uno schiavo, una fanciulla ed una matrona con le vesti alzate ed i segni della morte per asfissia.  L’ambiente che ospita i calchi  e il triclinio della domus Publius Vedius Siricus.  Uscendo dalla domus si accede al restaurato vicolo del Lupanare,  parte  della nuova disposizione di percorrenza della Regio VII. Il vicolo del Lupanare, infatti, sarà raggiungibile esclusivamente percorrendo il vicolo della Maschera e accedendo all’edificio del vicolo del Balcone Pensile. Entro un mese sarà aperta al pubblico un’altra domus la Casa dell’Orso ferito che prende il nome dal mosaico posto nel corridoio d’accesso e raffigurante un apotropaico orso ferito da un’asta, affiancato dall’iscrizione  di saluto HAVE.  Fu cotruita intorno al 50 d.C. nello spazio ricavato da due abitazioni antiche. La domus è interessante per i particolari mosaici a nido d’ape con una fila di pelte nere e una treccia a due capi bianca su fondo nero che incorncia la vasca d’impluvio.

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