foto di Giuseppe Nuzzo – Dopo Massimo Troisi, se n’è andato, allo stesso modo, un altro grande Napoletano, Pino Daniele.  Grande artista, grande cantante, grande chitarrista, grande paroliere.

Resterà nella storia della città, nella sua letteratura, nella sua musica.

E  resterà nei cuori dei suoi tanti fans, specie di quelli più vecchi, come me, che negli anni ’70 videro in lui, oltre ad un grande cantante, anche una speranza di riscatto della città.

Come non ricordare, nella primavera del 1980 al Metropolitan il finale di “A me me piace ‘o blues” con James Senese “..e sona mo, sona mo, sona mo…”.era l’alba di un nuovo sound, per metà nero, ma tutto partenopeo.

 E i 100.000 a Piazza Plebiscito,  il giorno di San Gennaro del 1981,  per il concerto con il supergruppo, James Senese, Tony Esposito, Tullio De Piscopo, il gotha della musica partenopea.

E  le collaborazioni con i mostri sacri della musica internazionale,  Wayne Shorter,  Pat Metheny, Eric Clapton,  le esibizioni all’Apollo, tempio della musica nera.

Ed il recente concerto/evento all’Arena di Verona, per ricordare “Nero a metà” col gruppo dell’epoca.

E consentitemi qualche ricordo personale….

L’espressione di sorpresa, scandalizzata, di mia mamma all’ascolto,al Festivalbar del ’79 della strofa finale di “Je so’ pazz’”

Il sax del finale di “Quanno Chiove”, nella estate calda del 1980 mentre preparavo la maturità….

L’attesa per l’uscita dei nuovi LP e Rosa, la proprietaria della Discoteca Meridionale di Vico Ferrovia, , che mi chiamava a casa per avvisarmi dell’arrivo di Vai Mo’, Bella ‘mbriana, Musicante…

Le cassette ascoltate in macchina nelle mie lunghe trasferte per le strade del Sud,  “come si fa a restare lucidi, dopo aver fatto tutti quoi kilometri….”

La “svolta” sentimentale e la scelta di cantare in italiano degli ultimi anni aveva fatto storcere il naso ai fans della prima ora, ma mai era calato l’affetto. Come alta è stata sempre  l’attenzione dei media, fino alla partecipazione all’ultimo Veglione Rai da Aosta.

Da oggi, come ha postato Gennaro De Crescenzo,  Presidente del Movimento Neobobonico, “Siamo Lazzari meno Felici” .

Commenti

commenti