Il Museo Ferroviario di Pietrarsa ha regalato  a tutte le donne  il biglietto di ingresso ridotto uniformandosi ad altri similari iniziative di molti siti museali sul territorio nazionale.
Ottima iniziativa , promossa dalla Fondazione FS, volta  a far conoscere sempre di più la preziosa collezione di materiale rotabile storico custodita nel Museo.

Il Museo, aperto nel 1989,  è allestito negli antichi capannoni del  “Reale Opificio Meccanico, Pirotecnico e per le Locomotive”, voluto da Ferdinando II di Borbone nel 1840 per costruire locomotive a vapore in concorrenza con gli opifici d’Oltremanica.

Posizionato tra Napoli e Portici, ai piedi del Vesuvio e direttamente sul mare, in prossimità della stazione di arrivo della prima ferrovia dell’Europa continentale: da qui si gode di una spettacolare ed abbastanza inconsueta veduta sulla città di Napoli.

Oggi tra gli antichi capannoni restaurati, è possibile effettuare, con la guida di esperti ferrovieri, un interessante viaggio nel tempo tra le locomotive e i treni che hanno percorso le strade ferrate del Regno delle Due Sicilie prima e d’Italia poi, dal 1839 ad oggi.  Viaggio tra  oltre 170 anni di storia delle Ferrovie Regie, italiane ed anche straniere, che parte dalla Bayard, che trainava il treno della Napoli-Portici ed arriva al velocissimo locomotore 444, la famosa “Tartaruga”, che ancora viaggia in testa agli Intercity.

All’esterno una splendida statua in ghisa di Ferdinando II, alta più di 4 metri,  voluta e fusa dagli stessi operai  nel 1852 in onore del loro Sovrano e datore di lavoro.  Ferdinando II  è ritratto in un gesto regale con cui ordina la fondazione delle Officine. La statua, sfregiata dalle fucilate dei garibaldini entranti a Napoli il 7 settembre 1960, richiederebbe un sostanzioso restauro per il quale le Ferrovie dello Stato, che gestiscono il Museo, non hanno trovato i fondi.

FOTO DI GIUSEPPE NUZZO

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