Un popolo in cammino“, sabato 5 dicembre a Napoli, partendo alle ore 10.30 da piazza Dante, la grande manifestazione anticamorra organizzata, con  in prima linea i parroci di frontiera,  impegnati ogni giorno nel centro storico come nella periferia di Napoli, a proporre, soprattutto ai giovani, modelli diversi e migliore  a quelli della malavita.

Partendo dalle vittime di questi ultimi anni, da Lino Romano a Genny Cesarano, i quartieri di Napoli e provincia si ribellano scendendo in piazza e mobilitandosi per un futuro migliore e contro la camorra. #Unpopoloincammino vuole provare ad unire tutti coloro che si oppongono alle loghiche  logiche criminali e  per tutte le vittime innocenti delle guerre di camorra. Una manifestazione che rappresenta una  mossa  contro la violenza e il malaffare criminale. Alla marcia per la legalità parteciperanno 15 comunità parrocchiali, associazioni e movimenti del territorio, numerose scuole, comitati, organizzazioni sindacali e gente comune, e  soprattutto loro, o  i preti della periferia nord, i quali  hanno scritto un documento che verrà consegnato alle istituzioni per  evidenziare la necessità di interventi  concreti e determinanti nei quartieri di Forcella, Scampia, Secondigliano, Quartieri Spagnoli e San Giovanni a Teduccio.

Già  nel gennaio del  1997 vi fu una imponente marcia simile, organizzata dalle chiese di Secondigliano, Miano, San Pietro a Patierno, Piscinola, Chiaiano, Scampia, con una unica parola guida, pesante come un macigno: “vergogna”. Fu allora detto: : “Siamo stanchi delle tante premesse non mantenute. Il nostro non è un messaggio di rassegnazione, ma vuol essere l’inizio di un cammino per sanare le eterne ferite di questa terra, con un impegno concreto tra la gente e le istituzioni”. Oggi come allora:”Ogni manifestazione contro la camorra – spiega don Francesco Minervino, parroco a Miano e alla guida dell’Ottavo Decanato – non è mai un evento isolato. Anche la marcia di sabato si ricollega idealmente all’impegno del 1997. Certo, la città è molto cambiata in questi anni, ma la nostra priorità resta  sradicare la cultura della sopraffazione. L’aspetto positivo sarà quello di mettere insieme le forze sane della città, senza barriere e senza colori, consapevoli che soltanto la compattezza premia”.

Lo scrittore Erri De Luca, al fianco del popolo napoletano, ha così dichiarato:” In una  strada accaparrata da una camorra si respira male, a fiato corto, nervi tesi a molla. Ci si vive lo stesso, perché il napoletano, inteso come popolo, ha un gigantesco spirito di adattamento. Ma resta la questione dell’ossigeno. Dove insiste camorra, manca l’aria. Allora questa vostra manifestazione è una fabbrica di ossigeno. La sento pure da lontano la ventata, come quella che viene dal mare col libeccio. Il Servizio Meteorologico lo dovrebbe annunciare: oggi a Napoli per strada si respira aria pulita, grazie alla pacifica turbolenza di una manifestazione contro la camorra. Con voi la città respira. E meglio respirate voi, più tossisce la camorra. È il vostro ossigeno che le toglie aria. Auguro perciò a questo ossigeno la migliore forza di penetrazione nei pori chiusi, nei polmoni stretti, nelle arterie ingolfate di ogni strada. Auguro a voi la potenza benefica e salutare dell’ossigeno nascente”.

 

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