Sul lungomare di Napoli e alla Rotonda Diaz, Papa Francesco domani alle ore 17.00 incontra i giovani e le famiglie per un momento di festa. E’ l’ultimo incontro prima di salutare Napoli.  A Napoli ad un giorno dalla visita fervono i preparativi ed è emozionante l’attesa. Un giovane e un anziano prenderanno per mano Papa Francesco al suo arrivo alla Rotonda Diaz, al termine del percorso sul lungomare, e lo porteranno  sul palco. L’appuntamento finale davanti al Golfo di Napoli è  dedicato ai giovani, agli anziani, ai bambini e alle famiglie della diocesi napoletana. Sarà come rivedere la passeggiata del Papa a Rio, bagno di folla semplice e festoso, e saranno proprio i fedeli della diocesi a interagire con il Pontefice ponendogli tre domande, da parte di un giovane, di una signora di 94 anni e di una giovane coppia.

I giovani musicisti di “Canta, suona e cammina”, tutti tra gli 8 ed i 15 anni,  si esibiranno per Papa Francesco alla Rotonda Diaz,  con un progetto curato dalla Regione Campania e dalla Curia di Napoli, attraverso la Scabec (Società campana beni culturali) e la fondazione “Fare chiesa e città”. Il gruppo è composto da sei bande e un’orchestra, con la direzione del maestro Francesco Izzo. L’esibizione, prevista per le ore 16.00, con arrivo del Pontefice alle ore 17.00 ha un repertorio tutto napoletano, con brani classici della tradizione partenopea: da “Torna a Surriento” a “Funiculì funiculà”, fino a “‘O surdato ‘nnammurato” e il congedo da Francesco, con “‘O sole mio”.

In un clima di generalizzata sfiducia verso tutte le istituzioni e la mancanza di figure credibili di riferimento, Papa Francesco ha fatto breccia nel cuore delle nuove generazioni e delle famiglie. In coerenza con il nome che ha scelto, ad essere particolarmente apprezzato di lui e’ l’essere percepito come più vicino alla gente che alle gerarchie, l’attenzione ai meno fortunati e il richiamo continuo oltre che ai valori, alla concretezza dei problemi sociali. Aspetti che lo mettono direttamente in sintonia con tutti, sia nel merito dei temi toccati che nel modo di trattarli e comunicarli. Papa Francesco come persona di cui fidarsi, vicino alla gente, che  ispira simpatia. Le famiglie  ritengono che con Lui possa crescere la coerenza morale tra i comportamenti e i valori affermati. Forte è da sempre il legale del Pontefice con i giovani e le famiglie, “non temete di piangere, imparate ad amare, lasciatevi sorprendere da Dio, imparate l’umiltà dai poveri”. La vera sfida, secondo il Pontefice è quella di imparare ad amare ed essere saggi. Occorre prendere come riferimento il Vangelo che propone un cammino usando il linguaggio  della mente, del cuore e delle mani, con i quali  si è  invitati a “pensare, sentire ed agire”. Papa Francesco tanto presente e vicino alle famiglie e all’amore in seno ad essa: nella vita la famiglia sperimenta tanti momenti belli: il riposo, il pranzo insieme, l’uscita nel parco o in campagna, la visita ai nonni, ma se manca l’amore manca la gioia, manca la festa.  Rivolgendosi alle famiglie il Pontefice ha sempre riconosciuto  le difficoltà  quotidiane,  “Il Signore conosce le vostre fatiche: le conosce! E conosce i pesi della vostra vita. Ma il Signore conosce anche il nostro profondo desiderio di trovare la gioia del ristoro! Ricordate? Gesù ha detto: «La vostra gioia sia piena» (Gv15,11). Gesù vuole che la nostra gioia sia piena! Venite a me, famiglie di tutto il mondo – dice Gesù –  e io vi darò ristoro, affinché la vostra gioia sia piena” .

La festa alla Rotonda Diaz coinvolgerà  tre generazioni: dai nonni, ai genitori e ai figli. Per Papa Francesco i nonni aprono il  cuore alla memoria,  sono la saggezza della famiglia, sono la saggezza di un popolo. E un popolo che non ascolta i nonni, è un popolo che muore, i nonni vanno ascoltati.  “Maria e Giuseppe sono la Famiglia santificata dalla presenza di Gesù, che è il compimento di tutte le promesse. Ogni famiglia, come quella di Nazareth, è inserita nella storia di un popolo e non può esistere senza le generazioni precedenti.

Spesso Papa Francesco ha  esortato ai giovani e alle famiglie a non cedere alla stanchezza e alla sfiducia. La fede in Gesù conduce a una speranza che va oltre, a una certezza fondata non soltanto sulle nostre qualità e abilità, ma sulla Parola di Dio, sull’invito che viene da Lui. “Certamente una cosa da non   fare è quella di lasciarsi vincere dal pessimismo e dalla sfiducia– afferma il Papa – i giovani e  le  famiglie non possono e non devono vivere  senza speranza, la  speranza fa parte dell’essere” . “Fare città  nuove” , questo  è il  compito dei giovani seguiti dalle loro famiglie secondo Papa Francesco: “fare una città nuova con la verità, la bontà, la bellezza”.

Secondo Papa Francesco la vocazione del custodire è l’aver cura l’uno dell’altro nella famiglia: “i coniugi si custodiscono reciprocamente, come genitori si prendono cura dei figli, e col tempo anche i figli diventano custodi dei genitori. E vivere con sincerità le amicizie, che sono un reciproco custodirsi nella confidenza, nel rispetto e nel bene. In fondo, tutto è affidato alla custodia dell’uomo”.

“Non abbiate paura: non lasciatevi rubare la speranza, la vita è vostra per  farla  fiorire, l’umanità ci guarda in questa strada di coraggio, il coraggio di andare controcorrente, non fatevi trascinare dalle corrente... Famiglie, anche voi siete parte del popolo di Dio. Camminate con gioia insieme a questo popolo. Rimanete sempre unite a Gesù e portatelo a tutti con la vostra testimonianza. Facciamo nostre le parole di san Pietro, che ci danno forza e ci daranno forza nei momenti difficili: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna” (Gv 6,68).

“La Chiesa non cessa mai di proclamare la verità che la pace nel mondo affonda le sue radici nel cuore degli uomini, nella coscienza di ogni uomo e di ogni donna. La pace può essere soltanto il frutto di un cambiamento spirituale, che inizia nel cuore di ogni essere umano e che si diffonde attraverso le comunità. La prima di queste comunità è la famiglia. È la famiglia la prima comunità ad essere chiamata alla pace, e la prima comunità a ricercare la pace – pace e amicizia fra gli individui e i popoli” (Papa Giovanni Paolo II)

 

 

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