La complessa vicenda della realizzazione del monumentale Palazzo delle Poste di Napoli, definito da Benedetto Gravagnuolo “Un autentico capolavoro dell’architettura italiana del Novecento” è raccontata in un libro illustrato, edito fuori commercio dall’Emeroteca-Biblioteca Tucci col patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, che sarà presentato in occasione dell’inaugurazione di una mostra documentaria, giovedì 27 ottobre nelle sale della “Tucci” alle 12.15. Titolo del libro e della mostra è “Da Palazzo Gravina a Palazzo Vaccaro: 150 anni di arte, letteratura e giornalismo all’ombra di due edifici postali”.

Due eventi realizzati in occasione degli ottant’anni dall’inaugurazione del Palazzo delle Poste di Napoli (30 settembre 1936), polo di attrazione permanente per architetti e studenti di architettura provenienti da tre continenti, realizzato in meno di tre anni e tutt’oggi il più grande (34mila metri quadrati con un diametro di 135 metri) e più bello edificio postale del mondo.

Nel libro realizzato dalla “Tucci” sono narrate la storia della Posta in Campania, la storia dell’Emeroteca nata centonove anni fa, proprio in un ammezzato postale di via Monteoliveto, la storia di diciannove dipendenti di Poste e Telegrafi divenuti famosi come scrittori, poeti, musicisti, giornalisti, commediografi, come Matilde Serao, E. A. Mario, Rodolfo Falvo, Carlo del Flaviis, Vincenzo Della Sala e Giacomo Marulli. Gli ultimi due non compresi nell’epigrafe collocata all’ingresso del Palazzo di piazza Matteotti, ma riscoperti proprio dalle ricerche fatte dallo staff dell’Emeroteca per realizzare mostra e pubblicazione (fuori commercio, come tutte le altre edite dalla “Tucci”)

 

 

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