Palazzo Giusso a Napoli da casa cinquecentesca del vicerè Conzalo Fernandes de Cordoba, a banca e quindi a Università. Prende il via oggi, con dieci conferenze, il  viaggio nelle ville e nei palazzi di Napoli. Alcuni restano nella loro destinazione di abitazioni meravigliose mentre altri sono diventate uffici e o musei. Napoli svela ulteriori luoghi storici attraverso una serie di incontri a Palazzo Zevallos Stigliano.

Si tratta di dieci conferenze per illustrare aspetti storici, architettonici e artistici di dieci residenze napoletane di particolare pregio. Ciascun incontro, dedicato a uno specifico edificio, viene condotto in tandem da due studiosi, prevalentemente docenti universitari e funzionari delle soprintendenze, specialisti di diversi settori. E così il viaggio culturale farà tappa, inoltre, a palazzo Firrao, palazzo Spinelli di Tarsia, palazzo di Domenico Barbaia,  palazzo Caetani a porta Donnorso, palazzo Partanna, palazzo de Toledo a Pozzuoli, palazzo Positano, palazzo Petrucci e palazzo Arcucci e il Teatro Antico.

L’Associazione Dimore Storiche Italiane, membro della European Historic Houses Association – Sezione Campania, collabora alla realizzazione dell’evento, anche con l’organizzazione nel corso dell’anno di visite guidate a dimore storiche. La partecipazione a Palazzi e Ville napoletane è gratuita.

Il ciclo del 2015 si apre, oggi, 16.30 con Palazzo Giusso. Il marchese Francesco Giusso introduce Leonardo Di Mauro (Università degli Studi di Napoli Federico II) e Michele Fatica (Università degli Studi di Napoli L’Orientale).

In Piazza San Giovanni Maggiore venne eretta nel Cinquecento una residenza nella quale abitò Conzalo Fernandes de Cordoba, viceré di Napoli. Ceduta a Alfonso Sanchez marchese di Grottola nel 1546, fu riprogettata dallo scultore e architetto Giovanni da Nola.

Nel 1645 l’edificio passò alla famiglia del cardinale Filomarino, arcivescovo di Napoli, che completò definitivamente il palazzo, rifacendo il portone di piperno su cui ancora oggi compare il suo stemma. La proprietà appartenne a questa nobile famiglia fino al 1820.

Il saccheggio dei moti popolari del 1799 distrusse gli antichi ornamenti interni: pitture, mobilio e una grande biblioteca. Negli anni successivi il palazzo rimase disabitato finché, nel 1828, fu ceduto al banchiere Luigi Giusso che ne fece sede della sua banca. Fu il banchiere Giusso a eseguire imponenti lavori di restauro interni ed esterni, testimoniati dalla targa commemorativa affissa oggi nel cortile interno del palazzo. Nel 1931 il Regio Istituto Orientale prese in affitto buona parte dei locali e nel 1935 venne effettuata l’intero acquisto dell’edificio. Da allora, Palazzo Giusso è sede dell’Università degli Studi L’Orientale.

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