Padre Pio ritorna a Pietralcina

San Pio ritorna a Pietralcina. In occasione del Giubileo Straordinario della Misericordia, il corpo di San  Pio  sarà traslato da San Giovanni Rotondo, ed  esposto a Pietrelcina, suo paese natale,   dal 11 febbraio al 14 febbraio: il ritorno nella ‘sua’ Pietrelcina dove è nato ed ha respirato l’aria di un borgo e di una cittadina particolare, “individuata da Dio quale ‘culla’ di un santo”. L’arrivo è previsto alle 15.00 a Piana Romana, frazione rurale dove la famiglia di Padre Pio possedeva un podere e dove il cappuccino ricevette le prime stimmate. Qui si svolgerà una Liturgia di accoglienza e, a seguire, l’urna verrà collocata nella chiesa conventuale della Sacra Famiglia. Il 14 febbraio, dopo una concelebrazione eucaristica presieduta alle 9.00 dall’arcivescovo di Benevento, mons.Andrea Mugione, le spoglie ripartiranno per la Puglia. Una notizia accolta con applausi,  ma anche con tanta commozione da parte dei pellegrini e dei pietrelcinesi che aspettavano da tanti anni questo momento. Previsto l’arrivo di migliaia di fedeli.  Quasi non trattengono le lacrime i fedeli di Pietralcina, un momento di grazia per loro  e per non  ‘far scomparire’ il paese di Pietralcina come invitava a fare lo stesso Padre Pio.

Il viaggio di San Pio di questo febbraio 2016, nel segno del Giubileo Straordinario della Misericordia,  fa parte di  un percorso itinerante  che avrà inizio il 2 febbraio, quando  le spoglie del frate santo o saranno trasferite nella chiesa superiore a lui intitolata dove, alle 18.00, l’arcivescovo di Manfredonia Vieste e San Giovanni Rotondo, mons.Michele Castoro, concelebrerà una funzione. L’arrivo a Roma è previsto nel primo pomeriggio del 3 febbraio nella basilica di San Lorenzo al Verano dove saranno portate anche le reliquie di san Leopoldo Mandic. I due santi vi resteranno sino al giorno successivo. Dopo un breve passaggio nella parrocchia di San Salvatore in Lauro, nel cuore di Roma, le spoglie saranno trasferite nella basilica di San Pietro il pomeriggio del 5. Il 6 febbraio, alle 10, in piazza San Pietro, Papa Francesco concederà un’udienza speciale agli aderenti dei Gruppi di preghiera di Padre Pio, ai dipendenti di Casa sollievo della sofferenza e ai fedeli dell’Arcidiocesi di Manfredonia Vieste e San Giovanni Rotondo.La mattina del 9 il Papa presiederà una concelebrazione eucaristica «con e per» i frati minori cappuccini di tutto il mondo. Il 10 febbraio, mercoledì delle Ceneri, sempre a San Pietro, il pontefice conferirà a circa 1000 missionari della Misericordia (sacerdoti e religiosi di tutto il mondo) il mandato di essere “segno della sollecitudine materna della Chiesa per il popolo di Dio”.  La mattina dell’11, dopo una cerimonia officiata dal presidente del Pontificio consiglio per la Promozione della nuova evangelizzazione, mons.Rino Fisichella, le reliquie di padre Pio partiranno da Roma per il paese natio di Pietrelcina. Prima di tornare a San Giovanni Rotondo le reliquie faranno tappa per un breve “incontro di preghiera” nel convento dei Frati minori cappuccini di Sant’Anna, a Foggia. A San Giovanni Rotondo le spoglie sosteranno per due giorni, sino alle ore 16.00 del 16 febbraio, nell’ospedale ‘Casa sollievo della sofferenza’ dopodichè saranno definitivamente traslate nella chiesa a lui intitolata.

È proprio tanta l’emozione nella nostra regione: erano cento anni che Padre Pio “mancava” da Pietrelcina. Fu proprio  nel febbraio del 1916  che il frate lasciò  il suo Paese natale, senza più farvi ritorno, ed entrare nella comunità religiosa dei frati cappuccini di Sant’Anna a Foggia, per poi partire  per San Giovanni Rotondo, dove vi rimase dove rimane fino alla sua morte avvenuta il 23 settembre 1968.  La sua canonizzazione nel 2002,  da san Giovanni Paolo II che lo aveva incontrato da giovane prete durante un suo viaggio in Italia e dal quale aveva ricevuto la grazia della guarigione per la sua amica Wanda Poltawska. La storia della vita di Padre Pio è  cosa nota, e ognuno di noi in qualche modo ne ha fatto parte; in tanti possono dire di aver conosciuto il frate o in una sua celebrazione all’alba,  nel corso della giornata, o  essersi confessato con Lui. Si, perché  la moltitudine di fedeli che accorreva a San Giovanni Rotondo per “andare da Padre Pio” aveva dimensioni  stratosferiche, ed  suoi segni, i suoi prodigi e i suoi miracoli accadevano già ai tempi in vita. È la prima volta che l’urna  lascia il Santuario di San Giovanni Rotondo, così voluto da Papa Francesco perché “la presenza delle spoglie di San Pio  diventi  un segno vivo di come il Padre accoglie quanti sono in cerca del suo perdono”. La traslazione del corpo di San Pio  sarà un segno prezioso per tutti, come elemento di forza e sostegno  nel suo esempio mirabile di confessore infaticabile, accogliente e paziente, autentico testimone della Misericordia del Padre. Non a caso, la  presenza del corpo  del frate si identifica  con l’Anno Santo della Misericordia,  perché egli è stato un uomo veramente misericordioso che ha fatto dell’accoglienza del peccatore, dell’esercizio del consiglio spirituale e del sacramento della riconciliazione una scuola di vita e di speranza che ha aiutato tante persone nel discernimento e nella scelta del bene.

“Questa benedetta guerra, sì, sarà per la nostra Italia, per la Chiesa di Dio una purga salutare; risveglierà nel cuore italiano la fede, che se ne stava li rincantucciata e come assopita e soffocata dalle pessime voglie; farà sbocciare nella Chiesa di Dio, da un terreno quasi inaridito e secco, bellissimi fiori. Ma, mio Dio!, prima che ciò avvenga qual dura prova è a noi serbata. Bisogna attraversare una intiera notte ricoperta delle più fitte tenebre, non mai vista dalla patria nostra sino a quest’oggi una simile”. (San Pio 583, 1995)

 

 

 

 

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