“L’altro Ottocento – dipinti della collezione d’arte della città metropolitana di Napoli,”  in mostra a Napoli nel Complesso Museale di San Domenico Maggiore sino al 28 febbraio 2016.L’esposizione è  allestita nel Grande Refettorio del complesso conventuale, che già ospita nei suoi spazi Magna, Mostra Agroalimentare Napoletana, ideata da Marco Capasso prodotta da GUVIdEN Cultura.
Il titolo della mostra, L’altro Ottocento, pone l’accento, tra l’altro, sulla riscoperta di artisti meno conosciuti rispetto ai nomi più noti, proponendo, allo stesso tempo, il ricco ventaglio tematico che alimentò il collezionismo del XIX secolo.
Sono sessantanove i dipinti da ammirare,  che cavalcano l’arco cronologico che va dalla seconda metà dell’Ottocento ai primi trent’anni del Novecento. Tra gli artisti presenti,  Francesco Sagliano, Rubens Santoro, Francesco Saverio Altamura, Vincenzo Migliaro, Enrico Salfi, Attilio Pagliara, Alceste Campriani, Giuseppe De Sanctis, Giuseppe Cosenza, Giuseppe De Nigris, Luigi Nicoli, Gennaro Abbagnara, Giovanni Della Rocca, Giovanni Ponticelli, Luigi Stabile, Antonio Corrado e molti altri. Sarà l’occasione per conoscere anche  un parter  di sessanta nuovi pittori, attivi dall’Unità d’Italia alla prima decade del nuovo secolo.
Bellissimi i quadri in esposizione, opere  che rappresentano il gusto variegato del collezionismo del tempo, riflettendo un insieme di temi e argomenti, tra storia, letteratura, natura, realtà, paesaggio, ritratto, offerti all’epoca dal palcoscenico delle mostre ottocentesche.
La mostra,  promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo,  curata da Isabella Valente, ed  inserita nell’ambito delle iniziative Natale a Napoli 2015 – Natività (Nasce l’arte, Nasce il teatro, Nasce la filosofia, Nasce la musica, Nasce la scienza, Nasce l’archeologia),  è  stata inaugurata nel pomeriggio dell’antivigilia di  Natale dal Sindaco  di Napoli, Luigi de Magistris,  dall’Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, Nino Daniele, insieme alla curatrice Valente. Un evento tutto made in Naples da non perdere, organizzato in tempi record, come strenna natalizia per i napoletani e i turisti previsti in numero  record nella nostra città in questo Natale. Sì, perché la mostra sarà aperta al pubblico tutti i giorni, anche nei giorni di Natale, al  costo  di ingresso di euro 3,00.
La mostra vuole sostenere un processo di valorizzazione, avviato in precedenza con altre iniziative temporanee, della straordinaria collezione d’arte della Città Metropolitana, portando all’attenzione del pubblico una selezione di settanta dipinti tra i più belli e significativi di una raccolta che tuttavia risulta ancora nascosta, dal momento che le opere sono custodite in massima parte in un deposito del Pio Monte della Misericordia o negli uffici del Palazzo della Città Metropolitana di Napoli in piazza Matteotti.
Una collezione d’arte in esposizione, indicativa della nuova identità della Città Metropolitana, riunendo due entità, Provincia e Comune, così come risultava essere  lo scenario politico-culturale nella seconda metà dell’Ottocento, quando tutte le forze intellettuali di Napoli contribuirono insieme al progetto di promozione artistica e di una  raccolta d’arte contemporanea della città. Perido in cui, dopo la stagione del paesaggismo “romantico” , Napoli  intraprese strade piiù idonee alla formulazione di un linguaggio comune, unitario e nazionale. Un linguaggio in grado  di esprimere e tradurre in immagine, con immediatezza quel bisogni di verità e concretezza nell’esprimersi e comunicare.
Nel periodo più bello dell’anno,  Napoli si arricchisce di evento importante, per far sì che la nostra bella città venga raccontata dai turisti per il suo patrimonio artistico culturale, fatto di opere della pittura del “vero”,  esposte per la prima volta al pubblico.  “Vivete Napoli attraverso la sua cultura….andate a teatro, andate nei museo di Napoli, perché è qui che c’è il vero tesoro di Napoli”, ha detto l’assessore Nino Daniele alla inaugurazione. ” Ancora una volta il cuore di Napoli protagonista,  con un gesto di disponibilità di tutti per una funzione collettiva”

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