Nell’approssimarsi dell’8 marzo, ritorna con prepotenza il tema della “violenza di genere”, una realtà drammaticamente e assurdamente presente in tutto il mondo: la violazione dei diritti e la discriminazione esercitata contro le donne in quanto genere femminile. Il termine comprende tutti gli atti che provochino danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica alle donne, comprese le minacce di compiere tali atti, sia nella vita pubblica che privata. Un aspetto particolarmente odioso e statisticamente importante della violenza di genere è la “violenza domestica”, che viene perpretata all’interno della famiglia o del nucleo familiare o tra attuali o precedenti coniugi o partner. La “Convenzione di Istanbul” dell’ 11 maggio 2011 rappresenta il più importante passo in avanti per la tutela delle donne nei confronti della violenza effettuata dagli uomini contro di loro. Gli Stati membri del Consiglio d’Europa, firmando detta Convenzione, si sono impegnati a condannare ogni forma di violenza sulle donne. La Convenzione parte dalla premessa che la violenza contro le donne è una manifestazione dei rapporti di forza storicamente diseguali tra i sessi, che hanno portato alla dominazione sulle donne e alla discriminazione nei loro confronti da parte degli uomini, ed impedito la loro piena emancipazione. La natura della violenza contro le donne è “strutturale”, in quanto basata sul genere, ed è uno dei meccanismi sociali cruciali per mezzo dei quali le donne sono costrette in una posizione subordinata rispetto agli uomini. Purtroppo, riconosce la Convenzione, le donne in tutto il mondo sono a tutt’oggi esposte a gravi forme di violenza, tra cui la violenza domestica, le molestie sessuali, lo stupro, il matrimonio forzato, i delitti commessi in nome del cosiddetto “onore” e le mutilazioni genitali femminili. Anche nelle guerre, le donne sono esposte a pagare un prezzo molto alto essendo spesso sottoposte a stupri diffusi o sistematici e a violenze sessuali. Anche i bambini sono vittime di violenza domestica anche in quanto testimoni dei maltrattamenti subiti dalla madre, con le stesse conseguenze post-traumatiche da stress. La Convenzione di Istanbul ha l’obiettivo di: proteggere le donne da ogni forma di violenza; prevenire, perseguire ed eliminare la violenza contro le donne e la violenza domestica; contribuire ad eliminare ogni forma di discriminazione contro le donne; promuovere la concreta parità tra i sessi; rafforzare l’autonomia e l’autodeterminazione delle donne; predisporre un quadro globale di politiche e misure di protezione e di assistenza a favore di tutte le vittime di violenza; promuovere la cooperazione internazionale al fine di eliminare in ogni parte del mondo la violenza contro le donne; sostenere e assistere le organizzazioni e autorità incaricate dell’applicazione della legge. In occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il 25 novembre 2014, l’Associazione Mamme al Centro Endas, presieduta da Roberta D’Esposito, ha lanciato in Penisola sorrentina un progetto specifico contro la violenza di genere, attraverso un grande evento presso la Sala Convegni dell’Istituto Comprensivo Statale Buonocore- Fienga di Meta, denominato “Troppo Amore”, in riferimento alla debolezza delle donne innamorate nei confronti del partner violento, fino all’estremo sacrificio di sé. In quell’occasione, è stato presentato in anteprima mondiale il video della canzone “Storia di Mara’’, scritta e cantata dal rapper Mauro Marsu. Il progetto sta continuando in questi giorni nelle scuole della Penisola sorrentina con i “Percorsi di sensibilizzazione sul tema della violenza”, che hanno avuto come prima tappa l’Istituto Comprensivo Buonocore-Fienga di Meta, il 12 febbraio, per poi proseguire il 3 Marzo presso l’Istituto comprensivo Bozzaotre di Massa Lubrense, e il 10 marzo presso l’Istituto comprensivo Amalfi Massa di Piano di Sorrento. In campo nelle aule, un’equipe rappresentata da: gli organizzatori Roberta D’Esposito ed Enzo Cirillo; Nino Lauro, presentatore e speaker radiofonico; Mauro Marsu e Tonino DjNeno Aprea, autori del brano “Storia di Mara”; Ciro Gallo, tecnico nazionale Militari Combat ed istruttore di metodologie di allenamento dei corpi speciali inglesi, detentore di cinque Guinnes mondiali e due volte campione del mondo di Muay Thai, che interviene in veste di esperto di tecniche di auto-difesa; l’educatrice e counselor Anna Sallustro; la psicoterapeuta Letizia Raus del Piano Sociale di Zona Napoli 33 presieduto da Gennaro Izzo; il medico pediatra Carlo Alfaro, impegnato anche come docente nel Progetto Formativo Aziendale NA3 Sud “La Violenza di genere: organizzazione di servizi e procedure condivise per la risposta sanitaria nel contesto dell’emergenza”: Obiettivo del progetto di Mamme al Centro è sensibilizzare ed informare i più giovani sui temi della violenza sulle donne, attraverso la tecnica dell’“Edutainment” ossia “educazione+intrattenimento”, che mira a coinvolgere gli studenti in un itinerario formativo col contributo di un’equipe multidisciplinare di medici, psicologi, educatori, musicisti, artisti, sportivi”.Queste iniziative sul territorio sono estremamente necessarie, dato che il problema della violenza sulle donne e sui minori è una questione ancora oggi sottovalutata dalle istituzioni, nonostante sia stato definito dall’OMS, già nel “I Rapporto Mondiale su violenza e Salute” del 2002, come un problema di salute pubblica mondiale. È un fenomeno che si sviluppa soprattutto nell’ambito dei rapporti familiari e coinvolge donne di ogni estrazione sociale e di ogni livello culturale. Il maltrattamento, la violenza domestica, la violenza sessuale e l’abuso comportano per le vittime danni fisici e gravi conseguenze sulla salute, con alti costi socioeconomici non solo per le vittime stesse, ma anche per le comunità. “Non lasciamole sole”.

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