Natale 2016, Fratelli Scuotto: “Nessuna mostra all’estero. Restiamo a Napoli”

Il giro di boa di venti anni di attività è un traguardo importante. Ed i fratelli Scuotto hanno deciso che la loro ‘La Scarabattola’ questo Natale sia interamente a disposizione dei cittadini e dei turisti. Così nessuna mostra e o esposizione all’estero, ma iniziative made in Napoli. Nel marzo 1996 è cominciata l’avventura di Salvatore, Raffaele, Emanuele, Anna e Susi e  delle consorti  Nicoletta e quindi Annamaria. Una famiglia che si è inventata la riscoperta della tradizione presepiale settecentesca. Non avevano un papà o altro familiare artigiano dei presepi. Avevano dalla loro menti, mani e passione per l’arte presepiale napoletana ed in particolare per il ‘700.  Quell’epoca tanto feconda anche per gli artigiani che portò Carlo di Borbone ad allestire un enorme presepe a Forcella ed a far diventare la rappresentazione della Natività un oggetto che tutti i palazzi nobiliari dovevano esporre. Ed era un tripudio di personaggi, animali e robe varie, un allestimento suntuoso seppur ambientato in architetture che riportavano alla povertà del racconto religioso.

Il presepe settecentesco diventa un racconto di vita. I fratelli Scuotto lo studiano, l’osservano e ne traggono spunti per un racconto di vita senza epoca. E’ un susseguirsi di personaggi che nascono nella bottega e che diventano simboli della riedizione del passato in una lettura contemporanea che piacciano a tanti, soprattutto stranieri.

Come spiega Lello Scuotto”abbiamo portato il presepe napoletano in tanti luoghi del mondo. Addirittura “musealizzato” una Natività nella città di Frontignan, dove gli appassionati dell’arte del pastore della Provenza possono ammirare un’opera di fattura napoletana, mentre nella città francese di Pèzenas è esposto un presepe completo realizzato da noi per un consorzio di artigiani locali. Abbiamo vinto un concorso il Palazzo Reale di Madrid che ha scelto il nostro laboratorio come fornitore ufficiale di 147 figure presepiali che oggi vanno ad integrarsi con la preziosa collezione settecentesca di proprietà della famiglia spagnola”.

Queste sono soltanto alcune tappe della loro storia di artigiani internazionali, che pur avendo girato il mondo decidono di restare sempre più ancorati alla città.

 

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