Pino Daniele, già  mito, e sempre più cultura ed ora con le sue canzoni tra i banchi di scuola in Provenza. I bambini  francesi cantano la canzone «Napule è».  L’idea è stata di Massimiliano Verde,   presidente dell’associazione culturale “Notre Napul’a Visionaire, che in classe insegna il significato di “Napule è”, facendo intonarne loro  le note di una  canzone splendida, che diventerà un classico della canzone italiana.  Un’armonia bella e non banale, una voce di napoletanità provata oltre ogni ragionevole dubbio e un testo grandioso, come sapevano essere grandiosi di testi di Pino quand’erano dialettali e, perdonate, quand’erano qualificabili come testi e non come bigliettini dei baci perugina. “Napule è” racconta di questa Napoli che c’immaginavamo, così come ce la immaginavamo, di mille colori, piena di voci di bambini che non ti fanno sentire solo. Una città di umanità profonda. Vera e viva. Anche per i bambini provenzali “Napule è mille culure. Napule è mille paure. Napule è a voce de’ creature che saglie chianu chianu e tu sai ca nun si sule”.

C’è un video postato su Youtube e Facebook, in cui i piccoli francesi ascoltano con attenzione il loro maestro che introduce il contenuto della  nuova lezione: “Nous expliquons la chanson de Naples de Pino Daniele Napul è et vous devez répéter avec moi…”. I piccoli alunni ripetono prontamente le strofe della canzone “Napul è mill culur” “Napul è a voc de criatur” proprio come se fossero dei veri scugnizzi napoletani.

Ennesimo motivo di orgoglio per la nostra cultura napoletana che viene esportata egregiamente all’estero. Che la napoletanità sia ormai e da tanto tempo affermata nel mondo intero è cosa universalmente acquisita, con i dettagli del modo di vivere, di parlare, di mangiare, di essere quegli artisti che sono gli abitanti della città più arguta del mondo.

Napoli e la sua Lingua, per il mondo, partendo dalla Provenza.

Massimiliano Verde, Ricercatore, Storico e Promotore di progetti socio-culturali internazionali per Napoli ed il cosiddetto “Sud”, laureato in Scienze Politiche presso l’Orientale di Napoli, Presidente dell’Associazione culturale “Notre Napul’a Visionaire”, attualmente vive in Provenza, dove cura insieme all’Union des Langues Regionales, ovvero Unione delle Lingue Regionali Europee, un progetto per l’insegnamento della Lingua e Cultura Napoletana, non solo presso le scuole di Napoli o campane ma internazionalmente.

La sua intenzione,  infatti, supportato dai vertici rappresentanti della Cultura e della Lingua Provenzale, insieme a quella Valenciana e Catalana, è quella di proporre tale iniziativa didattica per ogni istituzione scolastica e/o culturale rappresentativa delle comunità d’origine “meridionale” sparse per il mondo

Ha di recente dichiarato: “Nella vita occorre saper fare delle scelte ed io ho fatto la mia….e si chiama Napoli!”.

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