Dalle teste di mummia, souvenir importati dai turisti europei dai loro viaggi in Egitto, all’orologio d’acqua e sino alle mummie. Il viaggio di Napoli nell’Egitto è uno spaccato della storia umana, 3000 a.C. al 640 d.C., lungo, bello e mozzafiato. Tra i reperti esposti nella sezione egizia del MANN di Napoli, sezione che riapre dopo sei anni di restauri,  vi sono la dama di Napoli e la testa di Alessandro Magno.

Centonovanticinque anni fa la prima pietra di quello che è uno dei gioielli egizi di Italia, la sezione Egizia del Museo Archeologico Nazionale, oggi la rinascita nel nuovo allestimento. Fu il marchese  Michele Arditi a volere la prima esposizione egizia nel Real Museo Borbonico ex Palazzo degli studi di Napoli (oggi MANN) a capire che i preziosi rinventimenti di ispirazione egizia ritrovati in Campania e tutti i reperti della collezione Borgia, acquistati durante il decennio francese, dovessero fare parte di una esposizione permanente che ben presto la fece essere tra le prime sezioni egizie di Europa. Oggi, dopo sei anni di lavori di restauro il MANN riespone i circa 2500 reperti egiziani nell’era del direttore Paolo Giulierini che da un anno è alla guida del museo e che punta sempre di più ad aprire le porte del sito ad italiani e stranieri. “In un momento in cui l’Egitto con i suoi tesori non può essere meta di viaggio è importante che Napoli sia porta sul Mediterraneo e faccia scoprire le antichità egiziane. La collezione che ci è pervenuta tra il 1803 ed il 1817 è molto importante sia dal punto di vista scientifico che storico e culturale. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questo traguardo”.

Un’ampia sezione introduttica nelle prime due sale (XVII e XVII) racconta sua la storia della formazione delle collezione e dei diversi nuclei di cui si compone e delle  sue suvvessive sistemazioni.  Apre la collezione la statua Naoforo un pezzo simbolo della esposizione. Nella sala XIX sono esposte quasi tuttte le statue della collezione che raffigurano faraoni, funzionari civili, militari, scribi, sacerdoti. Nelle vetrine a parete sono esposti reperti significativi.  Strarodnarie anche nella sala XX l’allestimento dedicato  alla tomba ed al corredo funerario con pezzi provenienti da molteplici tombe come le stele o i frammenti del Libro dei morti. Singolari sono gli Uscebti, le immagini dei morti che venivano realizzate per coloro che non avevano mai lavorato nell’agricoltura ma che nell’aldilà invece potevano ricevere questo incarico. Statuette che richiamano questo uso straordinario raffigurare i viventi in attesa dei compiti che li aspettavono dopo la morte.  La sala sulla mummificazione è straordinaria perché sono conservate alcune mummie restaurate qui a Napoli.  Conclude il percorso la sala dedicata alla scrittura ed ai mestieri e soprattutto ai rapporti intessuti dall’Egitto nel Mediterraneo.

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