Napoli un monastero diventa Medina dell’Arte

Inerpicandosi lungo salita San Raffaele non si immaginerebbe di entrare oggi in una Casa dell’Arte, che Achille Bonito Oliva chiama ‘la Santa sede dell’Arte’ in omaggio alla precedente destinazione: monastero dell’Addolorata. Ed, invece, l’ex complesso conventuale è proprio una  Casa dell’Arte (le iniziali maiuscole sono d’obbligo per rendere l’importanza del sito), progettata in questa funzione da  Giuseppe Morra. Da palazzo nobiliare, palazzo Ayerbo D’Aragona Cassano a monastero  e quindi a spazio dinamico di esposizione di opere. Un archivio di arte contemporanea, luogo in grado di stimolare la riflessione e la ricerca in relazione alla società ed alla sua evoluzione. Una ‘casa delle idee’ dice Morra ‘ in cui il passato si fonda nel presente e nel futuro sino a sfidare il tempo con una programmazione definita sino al 2116′.

E’ le stanze si trasformano come per gioco. Ed il gioco dell’Oca è il filo di Arianna della Medina napoletana di Morra. Cento anni di mostre che espongono tre artisti per volta. Cicli espositivi regolati dall’alchimia dei numeri 3 e 7 : il primo è il numero degli artisti, il secondo le stanze che li ospitano. Apre il gioco il trio John Cage, Marcel Duchamp, Allan Kaprow.

I segni del tempo sono tutti evidenti, il tufo, gli intonaci lacerati ed il monumentale scalone di ispirazione sanfeliciana e sono pronti a ricordare la monumentalità del luogo, la cui bellezza non ha mai trovato una funzione unica e definitiva.  Ed il gioco dell’Oca è il filo di Arianna della Medina napoletana di Morra.

Sorprende che il palazzo convento restituisca la sua bellezza attraverso opere di tre artisti che della casualità ‘hanno fatto la loro pratica creativa’ prosegue Morra. Le loro opere non sono esposte lì per caso, dietro e dentro il progetto di Morra c’è un ragionamento che prevede tappe di avvicinamento alla creazione di un ‘Quartiere dell’Arte’ che parte nel 2009  nel centro di Napoli, a Montecalvario, con il Museo Archivio Laboratorio delle Arti Contemporanee Hermann Nitsch. La Casa Morra è  invece nel quartiere Avvocata che si avvia verso la collina di San Martino, dove c’è la vigna San Martino, sempre di Morra.

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