Napoli, tutte le mostre da non perdere

Napoli sempre più al centro del circuito internazionale dell’arte contemporanea. Al MAN prosegue con una serie di nuovi appuntamenti la mostra “Ultimo reperto”, di Laura Cristinzio, a cura di Mariantonietta Picone Petrusa. La mostra inaugurata a settembre 2015 al centro del monumentale atrio del Museo Archeologico di Napoli – installazione che ha interpretato la “Villa di Poppea” di Oplonti sintetizzandone spazi e illusioni prospettiche, affreschi e mosaici – volge al termine, trova un suo prolungamento nelle elaborazioni video-fotografiche realizzate dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli che saranno proiettate nella sala conferenze del Museo nel finissage di lunedì 11 gennaio 2016.
Ulteriori approfondimenti sul lavoro svolto si susseguiranno nel mese di gennaio a cura del Prof. Fabio Donato, della cattedra di Fotografia dell’Accademia, e successivamente costituiranno l’oggetto di una 2° giornata d’incontro presso l’Accademia stessa. In quest’occasione sarà possibile ascoltare le relazioni degli studenti scaturite dalle suggestioni offerte da questo percorso tra antico, moderno e contemporaneo.

“L’INSTALLAZIONE PARTECIPATA”
dall’installazione “ULTIMO REPERTO” di Laura Cristinzio coordinamento Fabio Donato Marco De Gemmis, Carla Ascione, Diana Di Girolamo
Lunedì 11 gennaio 2016 Museo Archeologico Nazionale di Napoli
ore 16.00 Incontro con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli
ore 17.00 Finissage e proiezioni video-fotografiche

A Villa Di Donato, “Silicosophy” di Carla Viparelli

Venerdì 15 gennaio, alle ore 18, presso Villa Di Donato a Napoli, Art1307 presenterà la mostra personale “Silicosophy” di Carla Viparelli, a cura di Cynthia Penna. Dopo il successo riscosso lo scorso settembre a Los Angeles alla Sixty29 Gallery, l’artista partenopea esporrà le medesime opere a Napoli, nel corso di un evento unico della durata di una sola sera. A presentare la mostra e l’opera di Carla Viparelli, insieme alla curatrice Cynthia Penna, sarà presente Patrizia Boldoni, Consigliera del Presidente della Regione per Turismo e Beni Culturali nonché Presidente della Scabec, Società Campana per i Beni Culturali.
Il titolo “Silicosophy” viene fuori dalla congiunzione dei termini “Silicio” e “Filosofia” per esprimere l’interesse dell’artista per una ricerca a metà tra Arte e Scienza laddove il Silicio, con le sue infinite capacità di mutamento, diventa protagonista inatteso e involontario di opere d’arte anch’esse in movimento. L’artista esplora non solo le mutazioni del minerale da un punto di vista estetico e filosofico, ma ingaggia la sua ricerca sul movimento anche in senso fisico dell’opera d’arte in sé. Quadri che dalla staticità pittorica iniziano un percorso fisico di movimento e mutazione: mondi pittorici che si animano, si intersecano e si avvicendano l’un l’altro quasi in una danza di possibilità di bellezza. Nell’ambito del progetto, l’artista ha tenuto nel 2015 una conferenza presso l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles, nel corso della quale sono intervenuti: Peter Frank, critico d’arte di fama internazionale, saggista e giornalista, Carlo Marcucci, artista californiano, e Cynthia Penna, curatrice della mostra.
Se la domanda cardine posta a base della Biennale 2015 dal suo direttore Okwni Enwezor è stata: “quali saranno i futuri del mondo?”; se il tema fondamentale dell’EXPO di Milano 2015 è stato: “quali futuri si prospettano in termini di accessibilità delle risorse del pianeta da parte della popolazione mondiale?”, il tema centrale della mostra di Carla Viparelli si innesta con precisione nelle odierne tematiche dei rapporti tra Scienza ed Arte, tra presente e futuro, tra attualità e “futuribilità”, tra estetica e tecnologia.
Il rapporto Uomo/Scienza viene guardato e descritto non in chiave pragmatica, sperimentale e/o dialettica, bensì in chiave filosofica ed estetica come trasformazione del sé, come mutamento, divenire, modificazione del mondo conosciuto e come estetica di questa trasformazione.
Viparelli indaga il lato estetico della scienza, l’estetica del mutamento, l’estetica del “viaggio”, del percorso di modifica di una realtà in un’altra. Indaga la bellezza nell’atto del suo modificarsi da un “sistema” ad un altro. Natura e Scienza procedono entrambe per “sistemi” che non sono meramente “corpi” di regole e procedure, bensì contengono in sé infiniti “corpi” di sistemi estetici.
Viparelli offre una forma visiva a questo momento attraverso la rappresentazione, dando vita e quasi “umanizzando” il minerale silicio, scoprendone la bellezza interiore nel momento topico delle sue molteplici trasformazioni. L’artista esalta le capacità dell’uomo di modificare la realtà facendoci guardare dentro, o meglio, “rivelandoci” la capacità di bellezza dei nostri compagni di quotidianità: il cellulare, i pannelli solari, il fulmine, il vetro, le diatomee, la superconduttività, i microchip, i “sali” o gel di silicio, la pianta di equiseto, le meteoriti, e così via … un’infinità di mutamenti, di trasformazioni, che ci mostrano infiniti percorsi di … bellezza, tutti promananti in un modo o nell’altro da quell’unica originaria ed elementare fonte che è il silicio.
L’artista nel rappresentare e dare forma a quel che per gli altri è l’invisibile cioè l’estetica nascosta anche in un semplice minerale e nei suoi infiniti mutamenti, richiama l’attenzione dello spettatore su quanta bellezza vi sia intorno a noi; un monito e un invito a guardare con occhi più attenti a tutto quanto ci circonda, a rispettare la Natura e le cose apparentemente banali e scontate perché ognuna rivela e possiede infinite capacità di bellezza.
Quali saranno i Futuri del mondo? dipende da quanta capacità avremo di vedere la bellezza in ogni forma di mutamento del presente e di appropriarcene guardando al futuro; un monito per le generazioni a venire a guardare al passato per apprendere esperienza e a guardare al futuro per progredire in armonia, e a non disperdere l’immensa bellezza celata nel creato.
Art1307 presenta
Silicosophy a Napoli – one night show
mostra personale di Carla Viparelli
a cura di Cynthia Penna
Venerdì 15 gennaio 2016 (unica data) dalle ore 18 alle 21
Villa di Donato – Piazza S. Eframo Vecchio, Napoli

INCONTRI FOTOGRAFICI, Superfici Sensibili: i reportage di Simona Izzo e Federica Mingione

Sabato 16 gennaio 2016, alle ore 16:00, nell’ambito della rassegna Incontri fotografici, la Scuola di cinema e fotografia Pigrecoemme di Napoli presenta il lavoro di due giovani fotografe: Simona Izzo e Federica Mingione, la prima impegnata in un lavoro di investigazione sul corpo, la seconda alle prese con un emozionante viaggio autobiografico, nei luoghi oscuri di una giovinezza tossica e nera.

Modalità di partecipazione
L’incontro, fino a esaurimento posti, è a ingresso gratuito e sarà presentato da Luca Sorbo, curatore dei corsi di Fotografia e di Fotogiornalismo della Pigrecoemme.
Prenotazioni e info al numero 081 5635188.
Simona Izzo ha alle spalle dieci anni di pratica teatrale, e terminati gli studi di Conservazione dei Beni Culturali, si avvicina alla fotografia. Dopo aver usato la pellicola e il digitale si cimenta in un progetto fotografico che prevede l’assenza della fotocamera, sostituita da uno scanner che le consente di avvicinarsi in maniera “estrema” ai suoi soggetti.
Federica Mingione, classe 1988, si è laureata alla facoltà di Sociologia presso la Federico II con una tesi sulle pratiche del tatuaggio criminale. Ha sempre provato grande interesse per le politiche sociali e le culture suburbane. Il suo progetto fotografico, Nothing Else, parte dall’autobiografia per raccontare il fascino della sofferenza, ma anche la necessità della rinascita dopo il dolore.

Piazza Portanova, 11 – 80138 Napoli

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