Giubileo della Misericordia: è il turno del mondo del lavoro, con il Beato Nunzio Surplizio ad esempio,  immagine e somiglianza. Il 29 aprile l’Arcidiocesi  di Napoli celebra il Giubileo del  mondo del lavoro e delle professioni.  La celebrazione eucaristica sarà presieduta dal cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli; previsto  alle ore 18.45 il raduno nel piazzale antistante la Cattedrale di Napoli, con la processione e attraversamento della Porta Santa. Per l’occasione saranno esposte le reliquie del Beato Nunzio Sulprizio, “Modello per i giovani e i lavoratori”.

Il 28 aprile,   “vigilia” dell’evento, si avrà  la solenne processione delle reliquie del Beato Nunzio Sulprizio, dalla chiesa di San Domenico Soriano a piazza Dante in Napoli, dove sono conservate le spoglie, sino al Duomo di Napoli dove, dopo l’attraversamento della Porta Santa, alle ore 18.30 verrà celebrata la santa messa.

Nunzio Sulprizio, “modello per i giovani e i lavoratori”, venerato come Beato dalla Chiesa cattolica dal 1963. Di umile famiglia, cresciuto da uno zio, da giovane intraprese il mestiere di fabbro ferraio nella bottega che aveva nel paese natale di Pescosansonesco. Il ragazzo, spossato dal duro lavoro e dalle privazioni, di gracile costituzione, si ammalò di carie ossea.  Si trasferì, nel 1834, a Napoli dove viveva uno zio, militare di stanza al Maschio Angioino, che lo fece curare da un colonnello medico; le cure non riuscirono ad evitargli atroci sofferenze, anche per l’amputazione dell’arto, che si conclusero con la morte del giovane, neppure ventenne. Un profumo di rose invase la camera da letto in cui il giovane operaio salì al cielo e sempre più si diffuse nello spazio circostante; il suo corpo devastato dalla malattia, improvvisamente tornò ad essere bello e fresco. Tra le sue ultime parole: “Gesù ha sofferto molto per me. Perché io non posso soffrire per Lui?…Vorrei morire per convertire anche un solo peccatore”.

Durante la liturgia del 29 aprile al Duomo di Napoli, sono previsti interventi dal mondo del lavoro, dell’imprenditoria e delle professioni; in particolare è prevista la testimonianza di un lavoratore, ispirata al pensiero di Papa Francesco sul rapporto uomo – economia e sull’impegno che ciascuno di noi, per la propria competenza, può assumere verso “l’altro”.  Un’opportunità per  tutti per celebrare il Giubileo, attraversando la Porta Santa, donando a ciascuno la forza di diventare misericordiosi come il Padre. In quest’anno giubilare, partecipando a questo evento, verrà manifestata la vicinanza e solidarietà a tanti giovani napoletani disoccupati, alle persone in cassa integrazione o precarie, agli imprenditori, artigiani e commercianti, a tutti i lavoratori delle diverse categorie e settori, soprattutto a tutti coloro che, a causa degli effetti tragici della crisi economica, fanno fatica ad affrontare il presente, ancora sempre troppo incerto, e sono quindi impossibilitati a vedere un domani migliore.

Il passaggio attraverso la Porta Santa e l’ascolto della Parola del Signore  sarà monito e appello ad attraversare ogni forma di barriera e di ostacolo verso colui che fa più fatica, per costruire una società riconciliata e rap pacificata, dove a tutti sia data l’opportunità di un lavoro dignitoso e di un futuro di speranza. Papa Francesco, sul  lavoro, così ha detto: “fa parte del piano di amore di Dio ed è un elemento fondamentale per la dignità di una persona. Il lavoro, per usare un’immagine, ci ‘unge’ di dignità, ci riempie di dignità; ci rende simili a Dio, che ha lavorato e lavora, agisce sempre; dà la capacità di mantenere se stessi, la propria famiglia, di contribuire alla crescita della propria Nazione, senza mai perdere la speranza”.

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