Anno della Luce e delle tecnologie basate sulla luce così come proclamato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Numerosissimi gli eventi in programma tutto l’anno previsti in Italia, dove l’inaugurazione ufficiale dell’Anno della Luce è in programma il 26 gennaio a Torino, nella cerimonia organizzata da Inrim, Società Italiana di Fisica e Comune di Torino.

Napoli ha già dato inizio ad eventi collegati, con la mostra “2015 Anno della Luce” del fotografo, regista ed esploratore toscano Luca Bracali, presso la Sala delle Carceri di Castel dell’Ovo, con il patrocinio del Comune di Napoli, aperta sino al 7 febbraio 2015, visitabile dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 (domenica dalle 10.00 alle 13.00).

La mostra deve il suo titolo proprio alla  dichiarazione dell’Assemblea delle Nazioni Unite. Esposte 20 fotografie, in formato 140X100 cm, sul tema dei quattro elementi primari: l’acqua, l’aria, il fuoco, la terra. A tali elementi, alla base dell’ordine delle cose e dell’organizzazione dell’Universo, si unisce un quinto e importante elemento, la luce, con la quale Luca Bracali “disegna” e dà forma alle sue immagini, esprimendo nella sua vera essenza l’etimologia del termine “fotografia”: scrivere con la luce. Nella mostra, curata da Viviana Rasulo e con il coordinamento tecnico-scientifico di Chiara Reale, Luca Bracali trascende la bellezza delle immagini, studiando con attenzione forme, luci e colori. Cogliendo la natura in tutto il suo splendore con profondo spirito di osservazione e spiccato senso artistico, crea un filo conduttore fra i vari elementi, tenendoli separati o unendoli fra loro. Dice Chiara Reale : “Abbiamo diviso le foto seguendo un percorso ben preciso il primo percorso è diviso aria, acqua, terra e fuoco, e i luoghi dove lui è stato che con grande arte e amore per la natura egli ha saputo raccontare le bellezze che l’uomo a ma che tende ha distruggere”.

Illumina ciò che ami, senza toccarne l’ombra”. Questa citazione da  è già stata spesa in passato per parlare della luminosa e incantata opera di Bracali e davvero ne dà un’efficace misura, perché tutto è luce nelle sue opere. Egli stesso lo ammette, amando ricordare, soprattutto nei suoi corsi di fotografia, l’etimologia della parola stessa: disegnare con la luce. Nell’arte di Bracali stupisce il riuscire a costruire sempre delle immagini di profonda armonia e di maestosa serenità, partendo da scatti presi nelle condizioni più estreme e non di rado pericolose. Nulla è lasciato al caso nei suoi lavori: ogni fotografia è frutto di un pensiero e, forte del suo consapevole e religioso rispetto per il creato e del profondo amore che nutre per la varietà multicolore del mondo e della vita, riesce ad imporre all’immagine il controllo del suo occhio razionale e a permettere anche a noi di riappacificarci con la natura, riscoprendone tutto l’esotico incanto. Dalle formazioni rocciose stratificate ai salar andini e ai vulcani, passando attraverso fiumi e cascate, Bracali, da sempre vicino alle tematiche ambientali, mostra la Terra nella sua eterea e candida bellezza, completando il percorso tematico con le misteriose ed affascinanti “luci del nord”, risultato di 17 spedizioni nell’Artico effettuate negli ultimi 6 anni.

 “La luce e le tecnologie basate sulla luce sono un incredibile, splendido esempio di qualcosa che pervade l’intera esistenza umana sotto gli aspetti più diversi”, osserva il presidente dell’Istituto Nazionale di Ricerca in Metrologia (Inrim), Massimo Inguscio. “Capire che cos’è la luce”, ha osservato, “ci ha permesso di comprendere le leggi della natura”. È stata la Società europea di fisica nel 2011 a lanciare l’idea di istituire un anno internazionale dedicato alla luce, un progetto che ha raccolto oltre adesioni in oltre 85 Paesi. La scelta della luce è dovuta al fatto che è uno dei temi più accessibili per promuovere la scienza in maniera multidisciplinare. La luce, infatti, è stata un fattore determinante per l’evoluzione del genere umano e della nostra biosfera. La tecnologia basata sulla luce viene applicata in svariati settori, dalla medicina all’alimentazione, dalle comunicazioni all’energia.

Un racconto eschimese spiega così l’origine della luce: «II corvo che nella notte eterna non poteva trovare cibo, desiderò la luce, e la terra si illuminò». Se c’è un vero desiderio, se l’oggetto del desiderio è veramente la luce, il desiderio della luce produce la luce. (Simone Weil).

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