Un saluto alla città ed un impegno netto a fare il massimo quello contenuto del discorso del neoprefetto di Napoli, Gerarda Maria Pantalone. “E’ per me un onore oltre che motivo di orgoglio, quale cittadina campana di origine, pormi al servizio di uno splendido quanto articolato e complesso territorio e di una straordinaria collettività impegnata in un difficoltoso percorso di crescita civile e sociale cui è dovuta la massima attenzione e considerazione” dichiara.

Il neoprefetto è consapevole dell’elevato impegno a  cui è chiamata. Infatti, sottolinea: “E’ mio fermo intendimento, nell’esercizio delle mie funzioni di rappresentante dello Stato e di coordinamento interistituzionale, nel pieno rispetto dei diversi livelli di governo e di ogni competenza, promuovere la più fattiva sinergia tra le istituzioni e sollecitare il coinvolgimento della società civile per la ricerca di risposte efficaci e condivise alle più delicate situazioni che interessano la nostra comunità e per lo sviluppo del territorio”.

 Tra le persone a cui rivolge il suo pensiero ci sono i disagiati: “Assicuro la costante disponibilità all’ascolto e la vicinanza istituzionale a chi sta vivendo una condizione di disagio, a chi non ha un lavoro, a chi teme di perderlo, a chi è angosciato dall’incertezza del presente e del futuro, nell’esercizio di una azione sorretta dall’elevato valore sociale e costituzionale dell’etica pubblica e sempre improntata, in ogni momento ed in tutte le sue manifestazioni, all’affermazione degli imprescindibili principi di legalità e libertà che saranno garantiti con ogni sforzo e fermezza. Con questi intenti e con i migliori auguri per il nuovo anno appena iniziato, rivolgo il mio saluto alla vivace popolazione partenopea, ai giovani in particolare che saranno interlocutori privilegiati del nostro cammino di legalità, a S. Eminenza il cardinale ed arcivescovo metropolita di Napoli, ai parlamentari, al presidente della giunta regionale, al sindaco di Napoli e a tutti i sindaci del territorio con cui avvierò l’immediato e più diretto dialogo, a tutte le autorità civili, militari e religiose, alle magistrature, ai responsabili delle pubbliche amministrazioni certa della loro costruttiva e leale collaborazione, alle rappresentanze politiche, sindacali, economiche professionali e sociali, alle istituzioni culturali, agli organi di comunicazione ed informazione, alle donne e uomini delle forze dell’ordine che mi accompagneranno nella prioritaria attività di prevenzione e contrasto ad ogni forma di criminalità e a presidio della sicurezza, della libertà e dignità dei cittadini”.

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