Riapre al pubblico da sabato 24 gennaio e soltanto per i weekend con ingresso su prenotazione il ventre gotico della Certosa di San Martino. Altissime arcate su strutture tufacee trecentesche che si intrecciano con poderosi contrafforti di epoca piu’ tarda e che raccontano come spiega il sovrintendente, Fabrizio Vona, “una Certosa angioina tasformatasi nella piu’ geniale creazione del barocco napoletano” .  Le arcate  si susseguono sin dentro il primitivo nucleo  angioino della cappella trecentesca per aprirsi sulla diffusa “aula absidata della grande sala finale che guarda verso il salone delle ortensie”  come si legge nella presentazione. Esposte centocinquanta opere tra sculture ed epigrafi distribuite nei vari ambienti secondo un ordine cronologico. Marmi importanti ma anche sculture provenienti da Santa Chiara come il sarcofago di Beatrice del Balzo mentre da San Domenico Maggiore la Madonna con il bambino e San Domenico con Giovanni Durazzo.

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