I volti di Napoli. Quella che le hanno appiccicato l’abito della città delle mille piaghe. Invece, sono i volti dei suoi abitanti che un laureato del Suor Orsola Benincasa, Vincenzo De Simone, mette insieme nel progetto fotografico e di indagine sociale: La gente di Napoli – Humans of Naples. Un progetto preso in prestito dagli americani perché il format è di successo a New Yorkcome si legge nella presentazione della iniziativa “Il progetto nasce sulla scia di un “format” di successo già ideato per la città di New York (“Humans of New York”) da Brandon Stanton e seguito fino ad oggi da oltre 6 milioni di internauti, con l’obiettivo di importare in una realtà sociale e culturale così variegata, come quella di Napoli, un sistema di osservazione della realtà che potrebbe risultare molto utile ai fini della ricerca sociale. Il coinvolgimento della “gente di Napoli” è il principio cardine del progetto: le persone sono coinvolte direttamente ed attivamente, i loro volti e i loro pensieri sono i veri protagonisti del progetto”. E’ insomma una inchiesta sui napoletani attraverso i loro volti, i loro segni esteriori proiettati in luoghi strepitosi o in luoghi sporchi. Giovani e meno giovani che ci faranno sorridere a volte o rammaricare altre. Perché il linguaggio estetico è anche una storia senza se e senza ma.

“Un progetto di storytelling – come spiega l’autore Vincenzo De Simone –  che sperimenta un nuovo modello di indagine sociale attraverso la fotografia, si sviluppa in un modello di azione semplice e nel contempo variegata, che rappresenta un occhio permanente sulle diverse sfaccettature della città e di chi la vive.     Il progetto crea un sistema di connessioni tra le persone e quel territorio e ha così l’ambizione di metterli in correlazione, studiare in particolare, attraverso gli occhi della gente, un luogo ricco di risorse, al fine di migliorarle e di non disperderle”.

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