I giovani musicisti del Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli diretti da Carlo Gargiulo, sono stati tra i protagonisti assoluti dell’Aida di Scafati, il varietà comico danzante ritornato in scena dopo 141 anni al teatrino del Palazzo reale di Napoli. Un progetto che vede insieme, grazie all’ADISU l’Orientale, il Conservatorio e l’Accademia di Belle Arti e che ha visto produrre uno spettacolo degno di artisti professionisti. Ed invece gran parte delle circa 70 unità impegnate sono studenti come Francesco Messina, 19 anni, di Maddaloni, tra i sette  violini primi.

Ma il gruppo di artisti è composto anche da artisti poco più grandi come lo straordinario Luca De Lorenzo, napoletano, 26 anni, canto lirico, nelle vesti di  Ramfis, sommo sacerdote.

Coprotagonista dell’edizione contemporanea di una parodia in tre atti su musica di  Matteo Fischetti e libretto di Enrico Campanelli che nel 1873 volle ‘sbeffeggiare’ l’Aida di Giuseppe Verdi e che forse proprio per l’intensità comica dei contenuti non fu più riproposta è l’Accademia di Belle Arti con i suoi artisti  come la ventinovenne, Raffaella Scognamiglio, scenografa di Torre del Greco. Luogo che come lei spiega è uno dei luoghi protagonisti del varietà e che lei ben conoscendo ha potuto riproporre facilmente.

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