A Napoli nuove scoperte archeologiche di epoca romana all’interno del Quadriportico, monumento paleocristiano sottostante il Palazzo arcivescovile nell’insula di Donnaregina. I nuovi reperti archeologici stanno venendo alla luce nel corso dei  lavori di messa in sicurezza, eseguiti sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza  Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, diretta da Luciano Garella, ed attualmente in corso nel sito. Si tratta di uno dei luoghi di epoca Paleocristiana più importanti al mondo. Ma nel corso degli interventi stanno emergendo testimonianze antecedenti al Medioevo che sembrerebbero svelare un ennesimo tesoro romano. All’interno del Quadriportico in seguito a due scavi, attualmente in corso, è stato rinvenuto un livello pavimentale risalente ai decenni centrali del V secolo d.C., periodo al quale appartterrebbe, in considerazione dei materiali recuperati nella trincea di fondazione della struttura perimetrale meridionale, la costruzione del Quadriportico stesso.  Inoltre, negli approfondimenti prospicienti il colonnato bassomedievale sono stati rinvenuti i resti di una vasca a forma circolare o semicircolare ubicata nel centro geometrico del monumento. Secondo gli archeologi la vasca sarebbe un ‘battistero’ già vasca termale con rivestimento in marmo, sarebbe cioè  il secondo ‘battistero’ delle basiliche paleocristiane realizzate sugli insediamenti romani. Quanto appena rinvenuto sarebbe posto all’interno della Basilica ‘Stafania  eretta dal vescovo Stefano I (514/5159), luogo così denominato e rispetto al quale il dibattito scientifico è complesso. Infatti,  non tutti sono d’accordo nel considerare il Quadriportico atrio della Basilica Stefania. I nuovi ritrovamenti presentati, oggi, dal vescovo Crescenzio Sepe e dal Soprintendente Garella, daranno nuovo impulso all’approfondimento storico, archeologico e scientifico.

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