Due  giovani geni salernitani della musica internazionale in un confronto Beethoven-Schumann. Sono Giulio Marazia e Fabrizio Falasca. Si inaugura con la loro interpretazione, sabato prossimo, la stagione artistica 2014 -2015 “Armonie del Tempo” dell’Orchestra Filarmonica Campana in memoria del Maestro Claudio Abbado.  Nel Teatro Comunale S. Alfonso di Pagani, Salerno, alle ore 21.15 il direttore musicale Giulio Marazia salirà sul podio dell’orchestra per dirigere il concerto per violino e orchestra di Beethoven e la Terza Sinfonia “Renana” di Schumann. Ospite della serata il giovane e talentuoso violinista Fabrizio Falasca.

L’inaugurazione della Stagione propone un originale confronto dialettico tra due modi di rapportarsi al senso sinfonico nella musica: Beethoven, uomo tanto demoniaco quanto titanico, si rivela nelle filigrane tenui di una scrittura che suscita buon umore in ogni tempo del pezzo, in controtendenza alla maggior parte delle sue opere. Il genio romantico e schivo di Schumann consacra la sua “Renana” come una sinfonia dal carattere quasi programmatico e al tempo stesso come incarnazione dell’eroe romantico.

Beethoven scrive il Concerto per violino e orchestra nel 1806, quando a Vienna vi era la presenza del violinista Clement. Il concerto non infiammò il pubblico nelle prime esecuzioni e lo stesso Clement non ne apparve entusiasta. Assai apprezzato all’epoca, il virtuosismo funambolico di Clement finì però col far passare in secondo piano le qualità artistiche del Concerto di Beethoven, che presto venne così dimenticato. Occorre aspettare l’esecuzione di Joachim con Mendelsohnn nel 1844, ripresa dieci anni dopo con la collaborazione di Robert Schumann perché il concerto abbia il riconoscimento che merita.

Il concerto persegue un ideale di intimismo espressivo che la natura eminentemente vocalistica del violino sembra evocare in senso lirico. Questo carattere, già presente nel primo movimento, si accentua nel secondo dove alla voce del violino di affiancano quelle dei corni, del clarinetto e del fagotto in una sequenza di dialoghi pieni d’incanti di musica e misteriosa poesia. Il larghetto, che sembra anticipare le pagine empiree e contemplative dell’ultimo Beethoven, sfocia in un allegro e popolaresco Rondò in tono di ballata. Esistono molte interpretazioni sul messaggio che Beethoven avrebbe voluto dare attraverso questo concerto, ma credo alla fine che quello che rimanga siano le emozioni che l’ascolto di questa musica genera in noi: un brano dal respiro universale, assoluto, al di fuori di spazio e tempo, musica pura. Un luogo in cui rifugiarsi nei momenti di dolore e buio, così come di gioia e luce; un approdo sicuro nel profondo del nostro spirito. La Sinfonia n. 3 in Mib Maggiore Op. 97 di Robert Schumann è una sinfonia che fu composta dal 2 novembre al 9 dicembre 1850, all’epoca in cui Schumann viveva a Dusseldorf, sulle rive del Reno. L’opera stessa è infatti chiamata “Renana”. La prima rappresentazione avvenne a Dusseldorf l’anno seguente, condotta dal compositore stesso. La sinfonia comincia immediatamente con un tema di carattere solenne suonato da tutta l’orchestra mentre nella seconda parte un altro tema più dolce viene eseguito dai legni, con una ridotta intensità ritmica. Il secondo movimento è uno Scherzo e si tratta della sintesi di un classico Minuetto, Trio e successive variazioni sul tema. Il tema principale è basato su di un landler, una danza popolare dell’Austria e del sud della Germania. Il terzo movimento crea un’atmosfera di quiete all’interno della sinfonia, mentre il quarto comincia con uno sforzato, eseguito dagli archi, che decade subito in un pianissimo affidato ai corni francesi ed ai tromboni. Il tema viene utilizzato in imitazione, e spesso ne viene variato il tempo. Il quinto movimento consiste in una danza tradizionale, variata ed imitata con dinamismo fino a giungere all’eroico finale in Mib Maggiore.

Il direttore Giulio Marazia, salernitano, classe 1983, ha studiato corno, pianoforte, composizione e direzione d’orchestra presso i Conservatori di Salerno, Bari e Milano. Si è perfezionato in direzione d’orchestra all’Accademia Chigiana di Siena sotto la guida di Gianluigi Gelmetti e ha seguito vari stages con i maestri Ciro Visco, Nicola Hansalick Samale, Piero Bellugi, Vittorio Parisi e Ivan Fedele. Si dedica prevalentemente alla musica sinfonica ma è attivo anche nel repertorio operistico e contemporaneo con un vasto repertorio già maturato. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti come l’Awards 2011 per l’impegno costante nella diffusione e promozione della cultura musicale e il Premio Cavalierato Giovanile, migliori talenti under 35. Ha curato, poi, le elaborazioni orchestrali e le revisioni critiche di brani inediti sacri e sinfonici di compositori come J. E. Turner, V. Miserachs e A. Vitale; queste composizioni sono state eseguite in prima esecuzione assoluta e registrate a Praga con l’Orchestra Filarmonica e il Coro del Teatro Nazionale. Molto attivo anche come compositore in quanto i suoi lavori sono puntualmente eseguiti e presenti in varie rassegne concertistiche. Per la casa editrice GAIA ha pubblicato i seguenti lavori: Messa S. Cecilia e Messa S. Francisci Caracciolo per soli, coro e orchestra, Paride per orchestra di fiati, Festa Mobile per live elettronics, coro e orchestra e il saggio pedagogico Il Paesaggio Evocato, sulla didattica d’ascolto del canto degli uccelli di O. Messiaen. Nel 2006 debutta alla testa dell’Orchestra Sinfonica Ensemble Contemporaneo diventando il direttore musicale per sei stagioni concertistiche.

Nel 2013 collabora con la Valle del Pop Sarno Orchestra per la produzione “Atom at Night” con cui viene invitato al Ravello Festival. Nel 2014 debutta con l’Orchestra I Pomeriggi Musicali come direttore ospite per una serie di concerti in diverse dimore storiche della Lombardia e inaugura l’anno accademico 2014-2015 con l’opera Don Pasquale di Donizetti alla guida dei complessi Orchestra e Coro del Conservatorio di Milano. Nel Marzo 2015 sarà impegnato in una tournèe negli Stati Uniti conla Metro Chamber Orchestra con la Passione secondo Giovanni di J. S. Bach e debutterà al Teatro Verdi di Salerno nel Festival Pianistico Internazionale PIANO SOLO con repertorio francese. In estate sarà di scena come direttore in Toscana, in Val di Cecina, al Festival di Querceto per un focus sui concerti per pianoforte e orchestra di L. van Beethoven. Ha diretto in numerosi concerti importanti orchestre in tutta Europa tra cui l’Orchestra Verdi di Milano, la Sofia Festival Orchestra e la Jena Philarmonic Orchestra. Attualmente è direttore artistico e musicale dell’Orchestra Filarmonica Campana.

Il solista Fabrizio Falasca Giovane Violinista originario di Sarno (SA), nato nel 1988, si è diplomato con lode e menzione speciale presso il conservatorio statale di musica G.Martucci di Salerno. Si è affermato in molti concorsi Nazionali e Internazionali. Tra i tanti è risultato vincitore assoluto del 9th European Grand Prize of Music ” Mendelssohn Cup ” e del premio speciale G.De Vito come migliore violinista finalistae della “42° rassegna di violino “M.Benvenuti” , della città di Vittorio Veneto. Nel 2010 è stato premiato al prestigioso 29° Concorso Biennale di Violino “ Premio Città di Vittorio Veneto”, dove la critica l’ha definito “un talento eccezionale dotato di una grande maturità stilistica e interpretativa, nonché un solista di altissimo valore ”. Successivamente è stato premiato al Concorso Internazionale di musica contemporanea Il Violino del XX e XXI secolo “Premio V.Bucchi” di Roma ed al XX Concorso Internazionale Violinistico “ Premio A.Postacchini” di Fermo. Considerato dal M° S.Accardo uno dei migliori giovani violinisti italiani della sua generazione, si è esibito da solista in importanti Sale da Concerto e Teatri nonché per diverse istituzioni di prestigio come “RavelloFestival”, Stagione Cameristica del Teatro di San Carlo di Napoli, Stagione Cameristica e Concertistica del teatro G.Verdi di Salerno su invito di D.Oren, Festival di “Musica da Camera di Napoli, Società dei Concerti di Mantova, “Estate Fiesolana”, “Festival Dei Due Mondi” di Spoleto al Teatro Caio Melisso, Festival di Cremona al Teatro A.Ponchielli, Festival di Kassel in Germania, Stagione di concerti dell’Avam, Concerti di Villa Walton, Auditorium Senhora Boa Nova di Estoril, Salle Garnier di Montecarlo, Auditorium CR di Firenze, Auditorium Neyemair di Ravello, Palazzo Chigi di Siena, Konzertsaal della Hochschule fur musik di Augsburg e tantissime altre. Ha svolto attività cameristica e solistica insieme a musicisti della levatura di S.Accardo, F.Petracchi, D.Waskiewicz, L.Piovano, R.Mallozzi, A.Noferini, T.Atschba, S.Redaelli ecc. e insieme a numerose prime parti dei teatri più prestigiosi d’Italia. Ha collaborato come solista con molti direttori tra i quali C.Stocker, Hansalick Samale, N.Paszkowski, F.Ciampa, D.Giuranna, C.Goldstein, N.Lalov, G. Marazia e numerosi altri, effettuando tourneè in Italia e in tutto il Mondo. Ha suonato da solista con numerose orchestre tra cui Orchestra di Padova e del Veneto, Orchestra Filarmonica Salernitana G.Verdi, Orchestra da camera della Campania, Orchestra da Camera Italiana (OCI), Orquestra de Camara de Cascais e Oeiras, World Youth Chamber Orchestra, Solisti del San Carlo, Orchestra Giovanile Italiana (OGI), Orchestra Filarmonica Campana e numerose altre orchestre. Suona un violino Joseph Guarneri del 1727 appartenuto al violinista Cesare Barison, per gentile concessione della famiglia.

 

 

Solisti del San Carlo, Orchestra Giovanile Italiana (OGI), Orchestra Filarmonica Campana e numerose

altre orchestre. Suona un violino Joseph Guarneri del 1727 appartenuto al violinista Cesare Barison, per

gentile concessione della famiglia

 

 

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