Sala Agata restaurata

Sala Agata restaurata

Museo Filangieri con sala Agata scrigno ritrovato SOS per fondi europei. Agata è ritornata ma non soltanto lei. Nello scrigno ritrovato, Museo Filangiari, la sala Agata restaurata è una delle meraviglie risvelate. Al loro posto le 386 porcellane di Capodimonte e di altre fabbriche, bisquit di Filippo Tagliolini, che erano in deposito al Museo Duca di Martina, un Mattia Preti da Capodimonte ed un impianto di sicurezza, considerato il primo in Italia. Tutte opere della collezione di circa tremila oggetti appartenuti al principe Gaetano Filangieri, che del quattrocentesco Palazzo Como in via Duomo, volle fare nel 1883 un Museo della città di Napoli. I restauri hanno riguardato gli intarsi in legno, le maioliche ed i dipinti. A risplendere oltre i preziosi oggetti anche gli antichi colori della grafite e dell’azzurro intenso.

I colori ritrovati

I colori ritrovati

Altalenante però la fortuna di questo sito, che ha dovuto contare pochissimo sull’appoggio finanziario delle Istituzioni pubbliche e molto sul mecenatismo di privati. Non ultima la storia della chiusura della Sala Agata, meraviglia di architettura e collezioni, che riapre dopo sedici anni di chiusura, 600 mila euro di soldi spesi per il restauro, proponendosi come gioiello inedito del percorso museale in via Duomo. Per riaprirlo sono stati utilizzati fondi ordinari della Regione Campania, perchè sino ad oggi gli è stato negato di accedere a progetti europei. L’appello del di Giampaolo Leonetti, direttore del Museo, ai rappresentanti delle istituzioni pubbliche presenti, il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, con il consigliere delegato alla Cultura, Sebastiano Maffettone, l’assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Nino Daniele, è di convogliare i fondi europei per il completamento degli interventi di fruizione del sito.
A realizzare questo piccolo miracolo la Direzione del Museo con la collaborazione della Soprintendenza speciale per il polo museale, l’Istituto superiore di restauro e la conservazione del Mibac e l’Associazione Salviamo il Museo Filangieri ONLUS.

Le collezioni

Le collezioni

Nel museo si possono ammirare dipinti, sculture, armi, porcellane, maioliche, mobili, stoffe, allestite secondo un criterio espositivo tipicamente ottocentesco. Dalla Sala Carlo Filangiari al piano terra, in stile neogotico, con volte a mosaico realizzate dalle officine Salviati di Venezia, e con sculture di Francesco Jerace e Tito Angelini, attraverso la sala elicoidale si raggiunge la sala Agata, dedicata ad Agata Moncada di Paternò, madre del fondatore, dove su un prezioso pavimento maiolicato realizzato su disegno di Filippo Palizzi si ammirano opere straordinarie ed appesi alle pareti quadri di Jusepe de Ribera, Luca Giordano, Battistello Caracciolo, Mattia Preti ed Andrea Vaccaro.

Le maioliche

Le maioliche

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