Il MUSEO DEL MARE dopo 21 anni dall’idea di realizzarlo nel Porto di Napoli, ex Magazzini Generali, sembra diventare realtà. “Entro due mesi il progetto definitivo, entro 4 quello definitivo. Napoli deve portare a termine questo progetto. Il Governo lo aspetta per poterlo finanziare. Bisogna procedere non è più possibile non andare avanti su questa iniziativa in tempi rapidi“. Così il presidente dell’Autorità portuale di Napoli, Pietro Spirito, intervenendo alla presentazione del progetto studio realizzato da un gruppo di professionisti per il Comitato Museo del Mare.
Pietro Spirito ha sottolineato come è necessario un cambio di marcia “perchè Napoli proprio dal mare deve recuperare forza per ritornare ad essere capitale“.
L’intervento di recupero dell’edificio progettato da Marcello Canino prevede, secondo quanto contenuto nel progetto studio, la rimodulazione degli spazi interni per renderli idonei alle nuove funzioni, l’adeguamento delle strutture portanti alla vigente normativa sismica e il restauro filologico delle facciate .
Il tetto dell’edificio sarà attrezzato con una copertura leggera, coerente con le caratteristiche di capannone industriale dell’edificio. Sull’estradosso saranno installati pannelli a cellule fotovoltaiche per la produzione di energia elettrica.
La nuova copertura avrà ampie superfici scoperte attrezzate a verde, e consentirà attività di tempo libero e ristorazione.
L’edificio sarà suddiviso idealmente in due blocchi verticali per la funzione museale e commerciale.
L’ accesso alla grande hall avverrà su tre lati a livello terra e , a quello interrato, attraverso una galleria collegata alla stazione della linea 1 della Metro e a un parcheggio sul lato di via Colombo . L’edificio sarà un HUB turistico-culturale, che consentirà di entrare in relazione virtuale con la ricchezza del territorio campano e prenotare la visita ai siti di interesse.
La dimensione di un Museo con gli obiettivi individuati dovrà essere di almeno 5.000 mq.
Il complesso dei Magazzini Generali appare una sede ottimale: costituita da piano seminterrato e tre piani fuori terra, dispone, allo stato attuale, di circa 10.000 mq di superficie netta, con altezze interne di oltre8,00 metri. I piani da adibire alla funzione espositiva hanno ampi campi liberi, con maglia di pilastri distanti circa 10 per 15 metri.
La restante superficie potrà essere utilizzata per le attività commerciali legate al mare, che possono costituire il supporto economico per la gestione del Museo. L’edificio è anche ottimamente ubicato: prospiciente il mare all’interno del porto, al centro della città,
ben servito dai mezzi pubblici di superficie e dalla metropolitana, con un discreto numero di parcheggi relativamente vicini (Stazione Marittima, Immacolatella, Cristoforo Colombo, etc).
La vicinanza delle reti infrastrutturali garantisce un’ottima accessibilità e favorisce l’aggregazione intorno al Museo di molteplici iniziative commerciali.

 

La presentazione si è svolta presso la Lega Navale, Giardini del Molosiglio,  ed hanno partecipato Umberto Masucci, Presidente Propeller Clubs, uno dei 38 soci del Comitato Promotore Museo del Mare,Giuseppe D’Amato, Presidente Comitato Promotore Museo del Mare. Hanno presentato il progetto Gennaro Matacena e Filippo Cavuoto. Sono intervenuti Luciano Garella, Soprintendente Archeologia, Belle arti e Paesaggio Napoli, Pietro Spirito, Presidente Autorità di Sistema Portuale Mar Tirreno Centrale, Daniela Villani, assessore al Mare Comune di Napoli.
Il gruppo che ha realizzato il progetto presentato con un video è composto da:

architettura, museografia
arch Gennaro Matacena
arch Antonio Gravagnuolo
arch Piera Stangherlin
RA consulting

strutture
ing Filippo Cavuoto
ing Gianluca Francese
studio CAVUOTO

impianti
ing Roberto Bellucci Sessa
ing Eduardo Errico
ing Vanessa D’Agostino
ITACA
contributi

contenuti museografici
dr Massimo Maresca

rapporto con la città
prof arch Roberta Amirante
arch Alessandra Acampora

advisor
PWC Pricewaterhouse Coopers

identità visiva
exhibition design
Paolo Altieri
Altieri associati

3d ed elaborazioni video
Francesco Minervini
TroppArt

Commenti

commenti